Una vasta campagna di controlli si è svolta la provincia di Siena nei mesi di giugno e luglio 2026. I militari del Comando Provinciale dei Carabinieri di Siena, in stretta collaborazione con il N.I.L. (Nucleo Ispettorato del Lavoro) e l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, hanno monitorato da vicino i settori più sensibili del territorio: quello turistico-alberghiero, l’agricoltura e l’edilizia.
L’obiettivo dell’operazione è stato il contrasto al caporalato, la verifica del rispetto delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e il controllo sulla regolarità della manodopera straniera.
Il bilancio complessivo dell’operazione:
9 persone denunciate in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Siena.
2 attività imprenditoriali sospese per gravi irregolarità.
Oltre 40.000 euro di sanzioni amministrative e ammende pecuniarie elevate.
Controlli a tappeto in centri benessere, ristoranti, hotel, aziende agricole e cantieri edili.
I dettagli dei controlli sul territorio
Siena: clandestinità e sicurezza negli hotel
A Siena i controlli si sono concentrati su benessere e ricettività:
Centro massaggi: a seguito di una precedente ispezione, i militari hanno denunciato la titolare (una cittadina extracomunitaria attualmente irreperibile). È accusata di aver impiegato una connazionale priva di regolare permesso di soggiorno, violando il Testo Unico sull’Immigrazione.
Hotel con ristorante: In una struttura ricettiva è stata riscontrata la mancata revisione degli estintori. Inoltre, l’attività è stata sanzionata per l’assenza del DUVRI (Documento Unico per la Valutazione dei Rischi da Interferenze), fondamentale per gestire la sicurezza con le ditte esterne.
A San Gimignano in una nota società agricola e agrituristica della città delle torri è scattato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. La legale rappresentante è stata denunciata per non aver assicurato ai dipendenti la sorveglianza sanitaria e la formazione sulla sicurezza. Durante il controllo è emerso che un lavoratore su tre (il 33% del personale presente) era impiegato completamente “in nero”.
A Montepulciano, il legale rappresentante di una nota struttura ricettiva e di ristorazione è stato denunciato per molteplici violazioni: mancata nomina del medico competente e assenza di sorveglianza sanitaria.
Omessa formazione del personale.
Installazione di un impianto di videosorveglianza abusivo (senza la necessaria autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro).
Rimozione dalla sede aziendale del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi).
Nel comune di Abbadia San Salvatore, la legale rappresentante di un hotel con ristorante è stata denunciata per una grave violazione delle norme d’emergenza: le uscite di sicurezza e di evacuazione erano ostruite e non lasciate libere per il passaggio in caso di pericolo.
Un capitolo a parte riguarda un cantiere edile ispezionato a San Gimignano, dove le verifiche hanno portato alla denuncia di ben quattro persone e alla sospensione di un’azienda:
L’Arma dei Carabinieri ha ribadito che i controlli proseguiranno senza sosta su tutto il territorio provinciale per garantire non solo la tutela e la dignità dei lavoratori, ma anche una leale concorrenza tra le imprese che operano nel rispetto delle regole.
Niente “patente a crediti” e POS: I due amministratori di una ditta edile sono stati denunciati per non aver redatto il Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.) e per l’assenza della “patente a crediti”, oggi obbligatoria per operare nei cantieri. L’attività della ditta è stata immediatamente sospesa.
Incuria per il “rischio calore”: Nel medesimo cantiere, l’amministratore di un’altra società e il titolare di una ditta individuale sono stati denunciati per non aver protetto i propri operai dalle influenze atmosferiche, omettendo le misure necessarie per prevenire i rischi legati alle temperature estreme (rischio calore).
I procedimenti descritti si trovano nella fase delle indagini preliminari e tutti gli indagati, la cui posizione è attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria, non possono essere considerati colpevoli fino alla eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva.
