Il caso dei medici col pendolino di Abbadia San Salvatore finisce da Barbara D’Urso

Il dottore sotto accusa si difende: “Mai fatto diagnosi scorrette, aiutavo mia moglie col permesso dell’Asl”

Sta facendo rumore la vicenda dei due medici di Abbadia Isola denunciati dai carabinieri per condotte sleali e non deontologiche (LEGGI QUI: https://www.radiosienatv.it/abbadia-san-salvatore-carabinieri-denunciano-due-medici-scorretti/). Sono sempre più le testimonianze pubbliche portate e le grida di rabbia di pazienti che si sentono truffati dai metodi dei due dottori, che avevano col tempo attirato l’attenzione della popolazione del paese amiatino e anche quella dei militari dell’Arma, che li hanno deferiti dopo un’indagine complessa, fatta di numerose testimonianze, accertamenti documentali e incroci di dati. La coppia di medici era giunta dall’estero a novembre ed in poco tempo stava prendendo piede nella zona: secondo l’accusa l’uomo visitava senza qualifica sfruttando l’iscrizione all’albo della moglie.

Il caso è finito anche a Canale 5, nel programma Pomeriggio 5 condotto da Barbara D’Urso, dove alcuni giorni fa è stato intervistato il babbo di uno dei bambini visitati che ha raccontato come al figlio sarebbe stata diagnostica dal presunto dottore una malattia col pendolino, precisamente il distaccamento del cervelletto, mentre la moglie, guardava la televisione. Sette gli episodi di diagnosi effettuate con tale modalità. Pomeriggio 5 ha poi dato voce anche all’accusato che ha negato ogni addebito: “Aiutavo mia moglie con il permesso dell’Asl – ha detto – sono medico e non ho mai fatto diagnosi a quel modo, la legge dice che si possono usare tutti gli strumenti tranne quelli invasivi”.