Tre capolavori della pittura toscana del XIV e XV secolo tornano finalmente nel loro territorio d’origine. È stata inaugurata al Museo Archeologico del Chianti di Castellina in Chianti la mostra “Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo”, un’esposizione che restituisce alla comunità opere rimaste per oltre venticinque anni nei depositi della Pinacoteca Nazionale di Siena.
L’obiettivo va oltre la semplice esposizione temporanea: il Comune di Castellina punta infatti a far sì che questi dipinti rimangano stabilmente nel Chianti, restituendo al territorio una parte significativa del proprio patrimonio storico e artistico.
All’inaugurazione erano presenti il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e il sindaco di Castellina in Chianti, Giuseppe Stiaccini.
Per Giani si tratta di “un momento storico”, perché la sala del Consiglio comunale si arricchisce di opere rinascimentali di straordinario valore artistico.
“Il Chianti è stato protagonista del Rinascimento che ha rappresentato un’avanguardia mondiale – ha sottolineato il presidente della Regione – e queste opere ne sono una testimonianza concreta. Questa sala, con questi dipinti, diventa una delle più belle della Toscana.”
Soddisfatto anche il sindaco Giuseppe Stiaccini, che ha ribadito la volontà dell’amministrazione di mantenere le opere a Castellina anche dopo la conclusione della mostra.
“Vogliamo recuperare un senso di identità culturale che ci faccia sentire sempre più comunità. Queste opere danno valore alla nostra sala consiliare e rappresentano una parte della nostra storia.”
L’esposizione racconta il legame secolare tra Firenze, Siena e il territorio del Chianti attraverso tre importanti dipinti.
Il primo è la Madonna col Bambino e i santi Biagio, Caterina d’Alessandria, Agnese e Agostino di Bicci di Lorenzo, proveniente dalla Pieve di Sant’Agnese di Castellina.
Il secondo è la Madonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco di Cosimo Rosselli, originariamente custodita nella chiesa romanica di San Giorgio in Piazza, nel territorio comunale di Castellina.
Completa il percorso la Crocifissione coi Dolenti e San Francesco di Niccolò di Pietro Gerini, proveniente dalla Pieve di San Sigismondo di Gaiole in Chianti e databile tra il 1390 e il 1395.
Le tre opere sono state oggetto di un accurato intervento di restauro durato cinque mesi, coordinato dalla restauratrice Monica Mancini con il contributo delle storiche dell’arte Nicoletta Matteuzzi, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni. Gli interventi hanno permesso di eliminare depositi di sporco, contrastare gli attacchi dei tarli, consolidare le strutture lignee e recuperare la brillantezza originale dei colori.
La mostra, organizzata dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena e la collaborazione della Fondazione Musei Senesi, resterà visitabile fino al 10 gennaio 2027, tutti i giorni dalle 10 alle 18 presso il Museo Archeologico del Chianti.