Rifondazione Comunista Toscana ha annunciato la propria adesione alla manifestazione nazionale contro gli inceneritori, in programma a Roma il prossimo 3 ottobre 2026. Pur nascendo contro il progetto dell’impianto di Santa Palomba nella Capitale, la mobilitazione diventa per il partito l’occasione per riaccendere i riflettori sulle criticità ambientali del territorio toscano — dagli ampliamenti a Montale e Poggibonsi fino all’ossidocombustione di Peccioli — denunciando una gestione dei rifiuti che punta al profitto anziché alla salute e al modello “rifiuti zero”.
“Il Partito della Rifondazione Comunista della Toscana aderisce alla manifestazione del 3 ottobre 2026 a Roma contro la costruzione degli inceneritori. Sebbene il movimento che ha indetto tale manifestazione sia focalizzato sul contrasto ad un nuovo inceneritore nel Sud di Roma, abbiamo ritenuto dare la nostra adesione come forza politica Regionale per evidenziare come tale problema sia presente anche nel territorio Toscano.
I tentativi di ampliamento delle potenzialità degli inceneritori di Montale e Poggibonsi, il progetto di ossidocombustione di Peccioli, rappresentano criticità che toccano le nostre comunità e mettono in discussione la politica rifiuti-zero, da noi da sempre sostenuta, faro della politica europea sul tema.
Molte sono pertanto le similitudini della vertenza aperta a Roma nell’inceneritore di Santa Palomba con le criticità del nostro territorio, un modello economico che tende a produrre rifiuti indifferenziati, un impatto ecologico concreto sulle comunità locali e un interesse privato su tutta la filiera di costruzione e gestione degli inceneritori che mette in forte discussione la garanzia di utilizzo dei servizi pubblici locali oramai ovunque sotto esproprio da parte del profitto. Una scelta di proseguire la politica inceneritorista che è largamente sostenuta, tranne sporadici casi, in maniera bypsrtisan dalle destre e dal centro sinistra, sia che si parli di amministratori locali che regionale.
Per Rifondazione Comunista Toscana è quindi fondamentale sostenere quella battaglia perché significa sostenere le battaglie locali per difendere la salute e i diritti dei Toscani messi sotto attacco da una visione miope del ciclo dei rifiuti, visione completamente sottomessa al profitto e alla privatizzazione dei servizi pubblici essenziali”.