“Nessuna operazione di taglio di alberi da parte del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud ad Asciano”. Inizia così la dura replica al Coordinamento Montagnola Senese da parte di Fabio Zappalorti, direttore generale di Cb6, in merito alle accuse di presunti tagli illegali ad Arbia Scalo.
“Il Coordinamento Montagnola Senese, citando il Bando START numero 028204-2025 – osserva Zappalorti – parla di un importante progetto di messa in sicurezza dell’abitato di Arbia. Questi lavori, però, non sono eseguiti dal Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, ma dal Genio Civile e dalla Regione Toscana, e non hanno nulla a che vedere con le operazioni di manutenzione ordinaria alle quali sono stati associati. Il fatto che non sia il nostro ente a eseguirli, peraltro, non significa assolutamente niente: come il Comune di Asciano ha correttamente ricordato nei giorni scorsi, parliamo di un intervento molto importante che potrà rendere più sicuro l’abitato di Arbia dal punto di vista idraulico”.
“Vogliamo dire chiaramente – afferma il direttore generale – che il Consorzio si impegnerà per fare sempre più lavori nella provincia di Siena così come in quella di Grosseto, perché questo è quello che ci chiedono i consorziati che pagano il contributo di bonifica. Vogliamo altresì ricordare che il taglio di alberi avviene esclusivamente se questi rappresentano un immediato pericolo dal punto di vista idraulico, e che tutti gli interventi che eseguiamo vengono comunque autorizzati dalla Regione Toscana dopo un complesso iter che tiene conto di tutte le specificità del territorio in cui vengono svolti, nel totale rispetto e nella tutela della flora e della fauna. In questa direzione va anche la nostra collaborazione con le università della Toscana: le indicazioni e gli studi frutto di questa sinergia vengono recepiti dai nostri tecnici e la cosiddetta manutenzione gentile, frutto di questo progetto, è diventata un modello a livello nazionale”.
“Sarebbe auspicabile che, prima di formulare accuse gravi e ingiustificate, fossero fatte le minime verifiche – conclude Zappalorti – Ciò detto, considerato che si arriva ad ipotizzare possibili reati, ci riserviamo di tutelare il nostro ente in tutte le sedi opportune”.