CGIL, CISL e UIL fanno il punto sul Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale

Di Redazione | 7 Dicembre 2018 alle 17:58

CGIL, CISL e UIL fanno il punto sul Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale

 

Il 5 dicembre scorso, presso la sala riunioni della CISL di Siena, le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL si sono incontrate per fare il punto sulla sanità nella provincia alla luce anche del Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale 2018-2020.

Garantire l’universalità del diritto alla tutela della salute e del benessere e l’uguaglianza dell’accesso alle prestazioni da sempre è e deve essere il principio fondante cui fare riferimento per ogni nuovo modello organizzativo, contrastando in tal modo l’attuale fase che vede il proliferarsi delle strutture private.

L’analisi ha riguardato vari aspetti, dal funzionamento delle case della salute alle cure intermedie, alla continuità ospedale-territorio, all’accesso ai presidi e liste di attesa, all’emergenza urgenza, all’assistenza agli anziani.

Si sono rilevate criticità comuni e differenze significative tra un territorio e un altro.

La provincia infatti presenta aree geografiche diverse, viabilità difficile, servizi pubblici molto limitati nelle zone lontane dai grandi centri, una densità abitativa complessivamente bassa con una popolazione anziana in costante aumento. Elementi che complicano la realizzazione omogenea di servizi socio sanitari.

In particolare, dalla verifica abbiamo rilevato significative criticità su alcuni temi:

– la mancata realizzazione delle Case della Salute che dovrebbero agire come filtro per decongestionare gli accessi al Pronto Soccorso: delle 14 ipotizzate dal Piano Sanitario Regionale del 2014 ad oggi sono in attività solo 4 strutture, che comunque non rispondono completamente alle previsioni normative.

– il necessario sviluppo della medicina di iniziativa, coinvolgendo a pieno titolo i medici di medicina generale, che assieme all’attuazione delle cure intermedie per la fase post ospedaliera potrebbe garantire un’assistenza ai cittadini nei loro luoghi di residenza.

– i trasporti sanitari risentono delle problematiche collegate alla vastità del territorio, alla viabilità, nonché all’insufficiente rete di trasporti pubblici; carenze colmate solo in parte dal gravoso impegno del volontariato.

– il potenziamento del sistema di emergenza urgenza territoriale (118) il cui funzionamento risente allo stato attuale della mancanza di personale sanitario, carenza per la quale si sollecita una rapida soluzione da parte degli organismi competenti.

– l’annoso problema della riabilitazione in strutture pubbliche che continua a non essere risolto, con gravi disagi degli utenti che sono costretti a utilizzare strutture private o, nei casi più gravi, a spostarsi in strutture al di fuori della provincia o addirittura della regione.

– la difficoltà di accesso dei non autosufficienti alle RSA (Residenze Sociali Assistite), dovuta alla carenza di posti letto attualmente a disposizione a fronte di un aumento della popolazione anziana.

Elena Pianigiani



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