Marco Falaschi dice addio alla volley giocato: anche Siena saluta il pallavolista innamorato del Palio

Lo storico ex capitano della Emma Villas Siena annuncia il ritiro dopo oltre vent’anni di carriera. Il legame con la città e con il Palio resta fortissimo: “Qui c’è un amore viscerale che va oltre lo sport”

Di Lorenzo Agnelli | 12 Maggio 2026 alle 18:30

Marco Falaschi dice addio alla volley giocato: anche Siena saluta il pallavolista innamorato del Palio

Certe storie sportive lasciano qualcosa che va oltre i risultati. È il caso di Marco Falaschi, che domenica 10 maggio ha annunciato il ritiro dalla pallavolo giocata, chiudendo una carriera lunga oltre vent’anni fatta di Serie A, grandi piazze, Nazionale e legami umani profondi. Tra questi, uno speciale porta inevitabilmente a Siena.

L’annuncio è arrivato quasi in punta di piedi, durante la trasmissione “After Hours”, con quel tono pacato e ironico che ha sempre contraddistinto il palleggiatore toscano. Poche parole, ma cariche di emozione. Accanto a lui, fuori dall’inquadratura, la compagna e pallavolista (campionessa olimpica e del Mondo) Carlotta Cambi.

“Avevo delle aspettative quest’anno – ha scritto poi Falaschi sui social – l’idea era quella di continuare a giocare ancora un po’, soprattutto di continuare a divertirmi. Ma la vita è imprevedibile e spesso ti mette davanti a delle scelte che avresti rimandato all’infinito, come quella di appendere le scarpe al chiodo”.

Doveva, infatti, essere Modena Volley l’ultima tappa della sua carriera, ma il finale è arrivato prima del previsto. E fa male soprattutto perché Falaschi, ancora oggi, era un giocatore capace di stare ad altissimi livelli.

A Siena il suo ricordo resta indelebile. Nella stagione 2019-2020 vestì la maglia della Emma Villas Siena nel campionato di A2, diventandone capitano e leader tecnico ed emotivo. Una squadra che, insieme a talenti come Yuri Romanò (bi-campione del Mondo), stava dominando il campionato prima che tutto si fermasse improvvisamente a causa della pandemia Covid. A tre giornate dal termine della regular season, la Emma Villas era prima in classifica e lanciata verso un sogno che non ha mai avuto la possibilità di compiersi.

Ma il rapporto tra Falaschi e Siena è andato ben oltre il taraflex del PalaEstra. In questi anni il palleggiatore ha costruito un legame autentico con la città e soprattutto con il Palio, diventando presenza fissa nelle estati senesi, tra cene di contrada, cavalli e Piazza del Campo.

“La passione per il Palio c’è sempre stata fin da piccolo – raccontò in un’intervista a Siena Tv del 2 luglio dello scorso anno –. Dopo l’anno vissuto a Siena questo legame è cresciuto ancora. Quando posso torno sempre. Mi ha sempre colpito l’orgoglio che i senesi hanno per la città e per la propria contrada. È un amore autentico, viscerale, che andrebbe riscoperto da tutti. Qui il Palio si vive ogni giorno dell’anno, ed è questo che lo rende unico”.

E ancora, mettendo a confronto sport e appartenenza contradaiola: “La fede per una squadra può arrivare fino a un certo punto… quella contradaiola no. È qualcosa che va oltre. Più dello sport, sicuramente”.

Adesso che la pallavolo giocata si ferma, per Marco Falaschi potrebbe esserci ancora più tempo da dedicare a quella Siena che ormai sente anche un po’ sua. Magari tra una cena, una prova in Piazza e qualche Palio vissuto “in prima linea da dietro al mossiere”, come raccontava sorridendo la scorsa estate.

Perché certi capitani smettono con il campo, ma non se ne vanno davvero mai.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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