Commissione d’inchiesta morte David Rossi, ascoltata Carolina Orlandi: “Non si è suicidato”

La figlia di Antonella Tognazzi audita dalla commissione parlamentare di inchiesta: "Ridicolo portare avanti solo la tesi del suicidio".

E’ proseguito oggi il lavoro della commissione parlamentare di inchiesta formata per approfondire la morte di David Rossi, il manager Mps deceduto in circostanze ancora poco chiare nel marzo 2013, cadendo dalla finestra del suo ufficio a Siena.

Dopo Raffaele Ascheri, oggi – con anticipo di un giorno – è toccato a Carolina Orlandi, figlia adottiva di David, essere ascoltata. Carolina, insieme alla madre Antonella Tognazzi, si è sempre strenuamente battuta per far emergere la verità su quanto accaduto, non convinta delle tesi suicidarie finora portare avanti. L’audizione si è incentrata principalmente sul ripercorrere i tragici momenti di quel 6 marzo: la corsa verso la sede Mps, il telefono che non squillava, l’incontro con Giancarlo Filippone ( segretario di Rossi) ed i successivi rapporti personale intercorsi, col portiere di Mps Massimo Riccucci e con Bernardo Mingrone. Carolina si pone delle domande su chi poteva intervenire a salvare David agonizzante a terra dopo il volo dalla finestra, indicando la figura di Riccucci.

Vengono sviscerati poi altri passaggi tra cui uno relativo al 5 marzo, giorno prima della morte del manager. Carolina si scambiò dei bigliettini scritti con David, che era convinto che ci fossero della cimici in casa piazzate per controllarlo e spiarlo: una seconda perquisizione, dopo la sua morte, l’ha convinta del fatto che probabilmente “c’era da togliere qualcosa”. Ci sono poi stati altri punti caldi secretati: due le volte che la giovane lo ha richiesto, finora non era mai accaduto. Quel che non viene secretato è il pensiero di fondo che la accompagna da anni: “David non si è suicidato, sarebbe stato un modo un po’ strano per farlo. Ridicolo portare avanti solo questa tesi”.