Comuni montani, la Toscana critica i nuovi criteri nazionali: approvata mozione Pd

La mozione ha avuto i voti favorevoli della maggioranza e il voto contrario dei gruppi di centro destra

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

Aggiungi Radio Siena TV su

Fonti preferite

L’Aula del Consiglio regionale della Toscana ha approvato una mozione del Partito Democratico che esprime forti critiche ai nuovi criteri nazionali per la classificazione dei comuni montani. Hanno votato a favore Pd, Casa Riformista, Alleanza Verdi Sinistra (Avs) e M5s, contrari Fratelli d’Italia e Forza Italia.

La mozione impegna la Giunta regionale a chiedere, in tutte le sedi competenti, una revisione dei criteri del Decreto della Presidenza del Consiglio, introducendo parametri più sfumati e adeguati alla realtà dei territori. In particolare, la mozione sottolinea la necessità di considerare non solo fattori geografici come altitudine e pendenza, ma anche indicatori socio-economici, tra cui spopolamento, invecchiamento, difficoltà di accesso ai servizi e fragilità economica. Si richiede inoltre l’adozione di meccanismi correttivi per evitare discontinuità territoriali anomale, valorizzando le aggregazioni già esistenti, come le Unioni di Comuni, e riconoscendo il ruolo strategico dei servizi ecosistemici offerti dalle aree montane.

La mozione sollecita anche un incremento sostanziale della dotazione del Fondo per la Montagna, previsto dalla legge 234/2021, e il monitoraggio dell’attuazione della legge 131/2025 per evitare classificazioni penalizzanti per i comuni toscani, garantendo al contempo la flessibilità nell’erogazione dei servizi essenziali come sanità e istruzione.

Le dichiarazioni dei consiglieri regionali

Mario Puppa (PD) ha definito “allarmante” l’impatto dei nuovi criteri sul territorio toscano:
“L’applicazione dei criteri del Governo ricade sul nostro territorio con conseguenze drammatiche, non solo per i comuni montani storici, ma anche per cittadini e imprese. Quasi la metà dei sostegni rischia di essere destinata ai comuni alpini del Nord Italia, penalizzando gli Appennini. Chiediamo che si utilizzino criteri più consoni alla storia e alle esigenze dei nostri territori, tutelando chi vive oggi nei comuni montani.”

Massimiliano Ghimenti (Avs) ha evidenziato come i criteri nazionali siano troppo rigidi e possano far perdere la classificazione montana a molte realtà toscane:
“Il territorio toscano ha caratteristiche montane reali, spesso diverse dalle Alpi, ma ugualmente rilevanti. La sospensione dei nuovi criteri è una vittoria dei territori, e il Consiglio regionale chiede che il provvedimento sia rivisto per garantire sostegno adeguato a chi rischia di essere escluso.”

Dall’opposizione, Jacopo Ferri (Forza Italia) ha spiegato il voto contrario alla mozione:
“Non abbiamo votato a favore perché il tema non va trattato con retorica ideologica. La riforma nazionale è ancora in itinere e bisognerà valutare i provvedimenti definitivi. Serve più risorse per la montagna e una pianificazione efficace, senza penalizzare comuni realmente montani.”

La mozione approvata oggi segna un passo chiaro della Toscana nel difendere i comuni montani e le loro peculiarità, in attesa che il Governo definisca criteri più equilibrati e coerenti con le esigenze dei territori.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



Articoli correlati