Condanne per insulti omofobi su Facebook, Arcigay Siena: “Sentenza storica”

L'associazione esulta: "Siamo orgogliosi di poter affermare che da oggi - anche a Siena - chi odia, paga"

Cinque condannati per insulti omofobi su Facebook (LEGGI QUI), questo il commento di Greta Sartarelli, presidente di Arcigay Siena – Movimento Pansessuale. “Oggi sentenza storica a Siena che conferma che l’omofobia non è un’opinione e che insultare le persone gay, lesbiche, bisessuali, transgender, intersex e asessuali è reato” afferma.

“La difesa – continua Sartarelli – ha strenuamente sostenuto che gli insulti omofobi diretti al professor Francesco Simoni a cui va la nostra solidarietà, fossero frutto della goliardia caratteristica dell’ambiente universitario senese. Ancora più grave, è che si sia tentato di minimizzare l’accaduto, negando il movente palesemente omofobico dei commenti,  raccontando tutta un’altra storia. Si è addirittura arrivati a sostenere che gli imputati non fossero al corrente che quel giorno a Siena ci fosse il Toscana Pride e che Francesco Simoni vestito da angelo non fosse diretto alla parata, solo perché lontano da Piazza del Campo e che il suo abbigliamento violasse le regole di decoro urbano e urtasse la sensibilità di un padre di famiglia quale era uno degli accusati poi condannati. Adesso, ci aspettiamo che il Parlamento approvi una legge seria contro l’omo-bi-lesbo-transfobia in modo che non ci si debba più affidare solo alla giurisprudenza illuminata per avere giustizia. Siamo orgogliosi di poter affermare che da oggi – anche a Siena – chi odia, paga”.

“Siamo pienamente soddisfatti della sentenza, finalmente giustizia è stata fatta! Speriamo che questo provvedimento sia di insegnamento per tutti, perché nel 2020 è assurdo sentir parlare ancora di omofobia – ha dichiarato Antonio Panella, l’avvocato della vittima – Per fortuna questa volta le offese hanno colpito il prof. Francesco Simoni che ha avuto la forza di reagire pubblicamente, ma chiediamoci quali sarebbero state le conseguenza se la vittima fosse stata una persona fragile”.