Confesercenti e Confcommercio: “Se i dati lo consentono Siena torni arancione”

"Tra zona rossa e arancione per molte attività economiche c'è grande differenza" affermano le associazioni

Le osservazioni di Giani sui diversi di livelli di contagio in Toscana sono pertinenti. Confidiamo che il Ministro della Salute le tenga in giusta considerazione. Così valutano Confesercenti e Confcommercio Siena, commentano l’ipotesi di classificare nuovamente come “arancione” il territorio della provincia di Siena, oltre a quello di Grosseto. “Non vogliamo affrettare fughe in avanti, questa valutazione va fatta alla luce di dati effettivi – osservano – ma se nel nostro territorio la situazione epidemiologica si confermasse molto più sotto controllo rispetto al resto della Toscana, ci aspettiamo che se ne tenga conto”. Formalmente, in base al Dpcm 3 novembre, è il Ministro della Salute che può disporre articolazioni diverse delle misure all’interno del territorio regionale, sentito il Presidente della Regione: è a lui quindi che le associazioni rivolgono ora le attese , dopo la presa di posizione di Giani.

“A qualcuno potrà non sembrare, ma tra zona rossa e arancione per molte attività economiche c’è grande differenza – attualmente la maggior parte del commercio al dettaglio è impossibilitata ad esercitare, considerando che per molti attivare l’asporto, la consegna a domicilio o l’e-commerce è in questo momento una strada troppo gravosa. Non vogliamo affrettare fughe in avanti, né compromettere la prospettiva di fine anno e inizio 2021: è chiaro però che per migliaia di imprese e di persone che vi lavorano ogni opportunità di ossigeno economico va considerata. E al tempo stesso, che resta indispensabile da parte di ognuno di noi applicare al massimo le misure di prevenzione che sono la misura pIù efficace per contenere il virus e le sue drammatiche conseguenze”.