L’inchiesta della TgR Rai Toscana sui presunti episodi di caporalato nei cantieri delle grandi opere regionali accende la preoccupazione di Cgil Toscana e Fillea Cgil, che chiedono chiarezza immediata e un rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera degli appalti.
In una nota congiunta, i sindacati esprimono “grande preoccupazione” dopo il servizio televisivo che ha puntato l’attenzione sui subappalti di quattro grandi cantieri toscani, denunciando possibili situazioni di sfruttamento lavorativo. “Da tempo denunciamo che è proprio nelle catene dei subappalti che si annidano i rischi di caporalato e violazione dei diritti”, spiegano Cgil e Fillea, richiamando anche la recente campagna di raccolta firme per la proposta di legge popolare “I diritti non si appaltano”.
Secondo il sindacato, la Toscana si era preparata ad affrontare l’impatto dei grandi investimenti, compresi quelli legati al Pnrr, attraverso una serie di strumenti e protocolli dedicati alla trasparenza e alla legalità nei cantieri. Tra questi vengono citati il “cantiere trasparente”, il protocollo sugli appalti dell’edilizia ospedaliera e il protocollo di legalità sottoscritto con le prefetture.
Tuttavia, per Cgil e Fillea, le norme da sole non bastano. “Serve una responsabilizzazione dell’intera filiera”, sottolineano i sindacati, che chiedono alla Regione Toscana di promuovere un confronto con organizzazioni sindacali e committenze per affrontare sia la tutela delle presunte vittime sia tutte le azioni necessarie a ristabilire condizioni di legalità, nel caso in cui le irregolarità venissero confermate.
Nel mirino resta soprattutto il sistema dei subappalti, considerato il punto più fragile e vulnerabile rispetto ai fenomeni di sfruttamento del lavoro nei grandi cantieri.