Ottant’anni dopo il primo voto alle donne, Siena si ferma a riflettere sulle radici della democrazia italiana e sul significato contemporaneo della partecipazione delle donne alla vita pubblica. Lo ha fatto questo pomeriggio nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico con il convegno “La libertà di scegliere”, appuntamento conclusivo del percorso culturale nato attorno alla mostra allestita a Palazzo Sansedoni.
Un incontro che ha riunito studiose, rappresentanti delle istituzioni, del mondo culturale e artistico per approfondire il valore storico e civile del suffragio universale femminile, a partire dal voto del 2 giugno 1946. “Il voto alle donne segna un passaggio fondamentale, oserei dire una rottura rispetto al passato – ha spiegato la storica Patrizia Gabrielli dell’Università di Siena-. La democrazia italiana nasce con la partecipazione delle donne. Non dobbiamo mai dare la democrazia come qualcosa di scontato”. Gabrielli ha ricordato il lungo percorso delle italiane verso il diritto di voto, dalle battaglie del movimento suffragista fino alla presenza delle ventuno donne nell’Assemblea Costituente, capaci di inserire nella Carta i principi di uguaglianza e parità.
Il convegno, promosso dal Comune di Siena insieme a Violetti Arte Contemporanea, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Vernice Progetti Culturali, è stato anche il momento conclusivo di un progetto che nei mesi scorsi ha coinvolto cittadini, scuole e istituzioni attraverso la mostra dedicata alle figure femminili senesi del dopoguerra ritratte dall’artista Antonella Cinelli.
“Oggi è una giornata importante per la città – ha sottolineato Elena Violetti – . “Con questo convegno chiudiamo un percorso intenso fatto di partecipazione, uguaglianza e riflessione sul voto alle donne. Presentiamo anche il volume che raccoglie tutta l’esperienza della mostra e delle iniziative collaterali”.
Presente anche la Fondazione Monte dei Paschi di Siena con il presidente Riccardo Coppini, che ha evidenziato l’importanza di trasmettere questi temi ai più giovani: “Sono momenti importanti soprattutto per i ragazzi. La mostra aveva anche ricostruito un seggio elettorale di ottant’anni fa proprio per far comprendere alle nuove generazioni il valore di quella conquista”.
A chiudere il percorso artistico e simbolico è stata l’artista Antonella Cinelli, autrice delle opere esposte a Palazzo Sansedoni: “È stato un lavoro di comunità, di ricerca e condivisione con il territorio. Attraverso l’arte abbiamo restituito immagini di figure femminili emblematiche della storia senese”.
Nel corso del pomeriggio sono intervenuti docenti provenienti dall’Università di Siena, dall’Università per Stranieri di Siena, dalla Sapienza Università di Roma e dall’Università Roma Tre, affrontando il ruolo delle donne nella politica, nella letteratura, nel cinema e nella società italiana dal dopoguerra a oggi.
A ribadire il significato attuale dell’iniziativa anche l’assessore alle pari opportunità del Comune di Siena Micaela Papi: “Celebrare gli 80 anni dal primo voto delle donne significa celebrare ogni giorno il valore della libertà di scegliere che è alla base della democrazia. Una libertà che va difesa, coltivata e trasmessa alle generazioni future”.