Coronavirus, il racconto di due contagiati che sono guariti

La testimonianza di due dei primi contagiati, di Grosseto e Arezzo

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Contatto stretto di un caso positivo accertato. C’era da aspettarselo, ma non si è mai abbastanza pronti a un responso del genere”. Con queste parole inizia il racconto a lieto fine di una paziente tra i primi casi positivi nella provincia di Grosseto, che ha vinto la sua battaglia contro il coronavirus. La signora, della zona e sulla settantina, era stata in maniera piuttosto costante a contatto con un paziente che da lì a breve, a seguito del manifestarsi di febbre alta e sintomi influenzali, sarebbe risultato positivo al tampone e ricoverato all’ospedale Misericordia.

“Quando mi hanno informata della positività e del ricovero del paziente, è stata una doccia gelata, ognuno di noi pensa sempre che un evento negativo non possa riguardarci direttamente e invece a volte non va così. Ho avuto paura per quella persona e ancora di più quando mi hanno detto che anche io avrei dovuto eseguire il tampone per verificare se fossi stata contagiata” – racconta la signora. Anche il risultato della signora è stato positivo e data la presenza di una patologia pregressa, i sanitari hanno deciso per il ricovero nel reparto di Malattie Infettive.Qui la paziente ha trascorso circa 10 giorni, assistita e costantemente monitorata dal personale medico e infermieristico del reparto della dottoressa Cesira Nencioni. Nonostante le condizioni non gravi, alla signora veniva somministrato periodicamente dell’ossigeno per aiutarla a respirare meglio.

“E’ un mostro ma si può combattere”. Sono le parole della 61enne di Poppi che, insieme al compagno, è stata ricoverata all’ospedale San Donato di Arezzo per Coronavirus. Lei adesso è definitivamente guarita, lui sta aspettando il risultato del secondo tampone. Sono a casa da una settimana. “La ripresa è lenta ma costante. Il mio compagno ha avuto l’ossigeno fino ad oggi, adesso glielo hanno tolto. Devo dire che nella sfortuna e nella gravità della malattia, siamo stati fortunati per le cure ricevute, per le quali ringraziamo la Asl e i suoi professionisti”.

La coppia è rimasta in ospedale per tre settimane, tra le Malattie Infettive e la Rianimazione. Lui in particolare, per due settimane è stato intubato e sedato. Ha perso 10 chili. Lei, per una settimana ha indossato il casco per l’ossigeno. “Ringraziamo il dottor Tacconi, il dottor Feri e tutta la loro squadra per le cure e l’umanità dimostrate – dichiara la donna – Il dialogo e l’attenzione che ci hanno dedicato, accanto ad una grande professionalità e competenza, ci rendono orgogliosi della sanità aretina. Sono stati meravigliosi. Anche adesso che siamo a casa, il personale della Asl non ci lascia mai soli. Il ringraziamento va quindi a tutti, fino alla guardia medica che inizialmente ci ha seguito e che ha capito la gravità della situazione allertando il 118 e facendoci portare al San Donato. Io sono originaria di Torino e lavoro a Firenze, ma è qui ad Arezzo che ho avuto una dimostrazione grandiosa della nostra sanità”.



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