Corso online Unistrasi: i docenti spiegano il ricorso al TAR: "Regolamenti rispettati"

I professori rompono il silenzio dopo i provvedimenti disciplinari: "Nessuna norma impone di rifare i materiali ogni anno. Il corso andava bene e l’ANVUR lo aveva certificato. La sanzione basata solo sui punti di vista personali del rettore".

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Sale la tensione all’Università per Stranieri di Siena attorno al caso del corso di laurea online in “Lingua, letteratura, arti italiane in prospettiva internazionale” (CdS L10). Dopo i provvedimenti disciplinari emessi dal rettore Tomaso Montanari nei confronti di 16 docenti e la successiva chiusura del percorso telematico, la vicenda si sposta aule giudiziarie: otto professori hanno presentato un ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) per tutelare i propri diritti e la reputazione professionale.

Con una nota i professori ricorrenti rompono il silenzio per chiarire i punti chiave della vicenda. La pubblichiamo integralmente di seguito:

  1. Contrariamente a quanto affermato da alcuni organi di stampa, non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dalla Corte dei conti.
  2. Negli anni abbiamo sempre svolto regolarmente i corsi assegnati dal Dipartimento, attenendoci ai regolamenti approvati dal governo dell’ateneo.
  3. In un corso a distanza le videoregistrazioni costituiscono una parte solamente delle molte attività svolte con gli studenti. Se riutilizzo il materiale audio-video, il resto delle attività viene svolto tutti gli anni ex novo.
  4. Le videoregistrazioni hanno una funzione simili a un “libro di testo” e nessuna norma nazionale o regolamento interno ne impone il rifacimento tutti gli anni. Proprio come un libro di testo, esse sono anzi progettate e realizzate dal docente per un uso pluriennale con un lavoro lungo e faticoso in fase di primo allestimento.
  5. I regolamenti interni consentono di mantenere invariato il materiale didattico per più anni, salvo che il docente non ritenga che lo stesso sia da aggiornare alla luce di eventuali nuove conoscenze nell’ambito delle materie insegnate (lingua, letteratura e arti italiane);
  6. I nostri studenti hanno svolto con regolarità tutti gli anni le attività previste, le prove intermedie e gli esami finali e hanno sempre espresso giudizi positivi nei questionari di soddisfazione per gli insegnamenti.
  7. L’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) ha giudicato positivamente il Corso di laurea on-line a settembre 2025 e ne ha riconosciuto  l’impianto didattico come punto di forza.

 

Per queste ragioni riteniamo ingiusta la censura irrogata dal rettore nei nostri confronti e abbiamo deciso di presentare ricorso al Tribunale amministrativo regionale (TAR), per tutelare i nostri diritti e la nostra reputazione professionale e sottoporre la vicenda al vaglio della giustizia amministrativa.

 

Facciamo presente che la censura del rettore risale ad aprile 2026, ben due mesi dopo che il Corso on-line era stato chiuso su proposta del Rettore con delibera del CdAdel 25.02.2026).

 

Desideriamo infine osservare che una diversità di vedute sulla bontà ed efficacia della didattica a distanza è legittima e deve essere oggetto di normale dialettica culturale tra gli appartenenti alla comunità accademica negli organi di Ateneo, senza che possa però divenire oggetto di procedimenti disciplinari, posto che questi devono fondarsi sulla violazione della legge e non sul punto di vista personale di chi ricopre pro tempore una carica di governo dell’Ateneo.



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