De Mossi: “Fase 2, sono deluso ed arrabbiato. Ci meritavamo più chiarezza”

Il sindaco è amareggiato per le decisioni del Governo: "Finora ci siamo adeguati, i senesi hanno mostrato grande civiltà e buonsenso e ci voleva maggiore premialità"

In collegamento con Siena Tv e Radio Siena, il sindaco Luigi De Mossi ha fatto il consueto punto giornaliero rispondendo alle domande di media e cittadini sull’emergenza coronavirus, all’interno di un servizio di videoconferenza giornaliero, dal lunedì al venerdì, offerto dal Comune

Il bollettino sanitario: 124 casi totali al momento, 17 ricoveri alle Scotte, 2 soggetti sono in rianimazione. Risultano 2 nuovi contagi del territorio Ausl. “La situazione è sotto controllo” osserva il sindaco.

L’analisi di E.Y che pone Siena nella fascia delle città che potrebbero ripartire più facilmente (LEGGI QUI): “E’ una battuta, non una possibilità”. commenta De Mossi.

Le decisioni del Governo sulla fase 2 comunicate ieri sera dal premier Giuseppe Conte: “Ci siamo sempre adeguati alle disposizioni del Governo, ma devo dire che sono deluso e arrabbiato – è il pensiero del primo cittadino – troppi tentennamenti, c’è un continuo procrastinare, senza andare in una direzione precisa. La popolazione si meritava una direzionalità precisa, sono dispiaciuto. Ci siamo adeguati finora, i senesi hanno mostrato grande civiltà e buonsenso e ci voleva premialità: ieri sera c’era bisogno di chiarezza, invece c’è sempre più confusione. Se devono lasciare in mano ai Comuni la gestione della situazione, dobbiamo poter avere più poteri e responsabilità. Le persone vivono nell’incertezza, meglio una norma stringente ma chiara”. “Non capisco le scelte in ordine a parrucchieri ed estetisti (la cui riapertura è prevista a giugno, ndr) mi rendo conto del rischio di potenziali contatti e contagi, ma che devono fare queste categorie, chiudere?” si domanda il sindaco.

I ristoratori senesi parteciperanno al flash mob nazionale di protesta sulle condizioni di riapertura: “Hanno assolutamente ragione: rischiamo non di riaprire con ritardo, ma di non riaprire affatto – tuona De Mossi – dire di mettere un tavolo a distanza e con i plexiglass, o andare a cena con amici e parenti senza potersi sentire, sarebbe come non riaprire. Serve un sostegno economico reale”.

I tempi di riapertura delle società di Contrada: “Non se ne parla in questa fase, è una situazione ambigua, vediamo più avanti” sottolinea De Mossi.

Capitolo mascherine della Regione: stop alla consegna presso i supermercati per evitare assembramenti e “furbetti”, gli strumenti sono reperibili in farmacia in ordine alfabetico, altrimenti ci penseranno i Comuni tramite la consegna porta a porta. Il sindaco annuncia che il Comune farà la sua parte a sostegno delle categorie più deboli e disagiate, con l’aiuto di numerose associazioni che si sono messe a disposizioni, e delle Contrade.

 

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