Nel giorno della Festa della Liberazione, la Regione Toscana ha scelto ancora una volta il luogo simbolo di Sant’Anna di Stazzema per rendere omaggio alle vittime dell’eccidio nazifascista del 12 agosto 1944. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente Eugenio Giani, la vicepresidente Mia Diop, l’assessora Alessandra Nardini e il sottosegretario alla presidenza Bernard Dika, insieme alle autorità locali e nazionali.
“Il ricordo della strage di Stazzema nel giorno del 25 aprile diventa ancora più importante oggi, in un momento storico caratterizzato da guerre e tensioni”, ha dichiarato Giani, sottolineando l’attualità della memoria di fronte ai conflitti in corso e alle minacce alla pace e alla democrazia. Il presidente ha ricordato come Sant’Anna sia uno degli 83 comuni toscani colpiti da eccidi nazifascisti tra il 1944 e il 1945, con circa 4.500 vittime civili nella regione.
La commemorazione si è svolta secondo il programma tradizionale: dalla deposizione della corona d’alloro al Sacrario agli interventi istituzionali. Tra questi, quelli del sindaco di Stazzema Maurizio Verona, del presidente dell’Associazione Martiri di Sant’Anna Umberto Mancini, dello stesso Giani e della segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein, a cui è stata affidata l’orazione ufficiale.

Giani ha ricordato la brutalità dell’eccidio, avvenuto nonostante il paese fosse stato dichiarato zona bianca e rifugio per gli sfollati: “In poco più di tre ore furono uccise 560 persone, tra cui molti bambini”. Tra le vittime anche Anna Pardini, la più piccola, di appena venti giorni, a cui oggi è dedicata la piazza centrale del paese.
Un richiamo forte ai valori della Resistenza è arrivato anche dalla vicepresidente Mia Diop, che ha evidenziato come libertà e dignità siano state riconquistate grazie al coraggio dei partigiani, da cui nasce “l’impegno quotidiano per una società più giusta, solidale e inclusiva”.
Sulla stessa linea l’assessora Alessandra Nardini, che ha ribadito il valore fondativo del 25 aprile per la democrazia italiana: “La Liberazione deve essere patrimonio di tutte e tutti. Libertà, pace e democrazia non ci sono state concesse, ma conquistate, e oggi vanno difese”. Nardini ha inoltre sottolineato il ruolo delle donne nella Resistenza e l’importanza di trasmettere la memoria alle nuove generazioni, definendola un “vaccino contro i rigurgiti nazifascisti e i tentativi di riscrivere la storia”.
Il sottosegretario Bernard Dika ha infine richiamato il significato più profondo della pace: “Non è solo assenza di guerra, ma una scelta e una responsabilità che parte da ciascuno di noi”, ribadendo la necessità di un impegno concreto, a partire dal disarmo, anche interiore.
Nel ricordo delle vittime di Sant’Anna di Stazzema, il 25 aprile si conferma così non solo come celebrazione storica, ma come richiamo attuale ai valori di antifascismo, democrazia e pace.
