La Contrada della Tartuca ha celebrato la conclusione dei lavori di consolidamento della cupola e di restauro degli affreschi della volta dell’Oratorio di Sant’Antonio da Padova alle Murella, uno dei luoghi simbolo della storia e dell’identità del rione. La presentazione ufficiale dell’intervento si è svolta nell’ambito delle celebrazioni dedicate a Sant’Antonio da Padova, restituendo alla città un autentico capolavoro del barocco senese.
L’oratorio, costruito tra il 1682 e il 1685 per volontà dei Tartuchini, rappresenta da oltre tre secoli un punto di riferimento religioso, culturale e sociale e costituisce una tappa fondamentale del percorso museale della Contrada, visitato ogni anno da migliaia di persone.
L’intervento ha riguardato sia il consolidamento conservativo della copertura e della cupola sia il recupero degli affreschi della volta, grazie a un lavoro che ha coinvolto numerosi professionisti e istituzioni. La direzione dei lavori è stata coordinata dall’architetto Andrea Milani, con la collaborazione dell’architetto Michele Razzi, mentre il progetto di consolidamento statico è stato affidato all’ingegnere Edoardo Fontani. Il restauro delle superfici pittoriche è stato invece eseguito dai restauratori Elena Batazzi e Francesco Paci.

“È stata una giornata molto importante per la mia Contrada – ha spiegato il priore Simone Ciotti – perché abbiamo potuto riaprire il nostro oratorio dopo alcuni mesi di lavori. Si è trattato di un intervento complesso che ha coinvolto la Soprintendenza, l’Università di Siena e numerosi professionisti”.
Proprio durante il cantiere sono emersi anche elementi di particolare interesse storico. Grazie agli studi dell’archeologo Luca Passalacqua dell’Università di Siena e di Simone Stanisci sono stati analizzati alcuni frammenti di intonaco dipinto rinvenuti sul tetto, reperti risalenti probabilmente alla costruzione della volta nel 1685, che contribuiscono ad arricchire la conoscenza della storia dell’edificio.
Determinante anche il sostegno economico che ha reso possibile l’opera. Il progetto è stato finanziato grazie al contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso il bando “Let’s Art 2024”, di Banca Monte dei Paschi di Siena e soprattutto della stessa comunità tartuchina. “Le sottoscrizioni dei contradaioli hanno raggiunto una cifra davvero rilevante e, dal mio punto di vista, inaspettata – ha sottolineato Ciotti – permettendoci di completare sia i lavori strutturali sul tetto sia il restauro della volta. La Tartuca non è nuova a queste forme di contribuzione volontaria: accadde già nel 1682, quando fu costruito l’oratorio, e poi nel 1818 per il restauro del tetto danneggiato dal terremoto della fine del Settecento. È l’esempio di un patrimonio che la comunità sente come proprio, un bene comune da conservare e tramandare alle generazioni future, così come hanno fatto quelle che ci hanno preceduto”.
