Fusione nucleare, prof. Maestro (UniSi): "Primo passo verso il reattore a fusione, ma ci vorranno ancora decenni"

Il docente del dipartimento di Fisica dell'Università di Siena, commenta la scoperta fatta negli Stati Uniti

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Negli Stati Uniti per la prima volta la fusione nucleare ha generato più energia di quella usata per la sua produzione. È considerata una svolta perché consentirebbe di superare il principale ostacolo all’uso della fusione come fonte energetica: fino ad oggi, infatti tutti gli esperimenti sulla fusione producevano meno energia della quantità immessa nella reazione stessa.

“E’ importante a livello di avanzamento – dice a Siena Tv il professor Paolo Maestro, docente del dipartimento di Fisica dell’Università di Siena – perchè la fusione nucleare è studiata a partire dalla fine degli anni ’50, però è una cosa estremamente difficile da realizzare sulla terra. A tutt’oggi sono stati fatti enormi sforzi sperimentali con la costruzione di grandi apparati, ma nessuno è riuscito a realizzarla così come avviene nelle stelle. Nel laboratorio in California ci sono 192 laser che sparano simultaneamente energia su di un piccolo bersaglio e per la prima volta è successo che l’energia liberata nella fusione è maggiore rispetto a quella che i laser hanno sparato”

L’annuncio di questi giorni potrà fornire una leva per accelerare sulla ricerca e sullo sviluppo di un primo reattore a fusione per uso civile che produrrà energia totalmente pulita perché a differenza da quella ottenuta dalla fissione nucleare non genera scorie radioattive. Sarebbe inoltre una fonte di energia inesauribile, vista la massiccia abbondanza di idrogeno nel pianeta Terra. E quindi adesso la domanda che sorge è quella legata alla data in cui sarà possibile iniziare a produrre energia con le centrali a fusione nucleare. Secondo molti scienziati e analisti tra almeno 20/30 anni. La prima centrale dimostrativa dovrebbe essere costruita entro il 2035 in Francia, grazie a ITER Tokamak, il più grande progetto di fusione nucleare del mondo.

“Questo è un primo passo. In Europa si sta costruendo un reattore a fusione nel sud della Francia, con la collaborazione di 36 paesi in tutto il mondo. Questo progetto punta a dimostrare la fattibilità su larga scala nel 2035, con l’obiettivo di avere il primo prototipo di reattore per la produzione di energia elettrica nel 2050”.



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