“Hidden Partner”: tribunale rigetta richiesta dissequestro dei beni di Bidilo

Tribunale del riesame dice no alla richiesta della difesa del magnate kazako

Restano sotto sequestro preventivo i beni di Igor Bidilo, il magnate kazako grande protagonista dell’inchiesta “hidden partner” che ha scosso nelle scorse settimane la città di Siena ipotizzando reati di corruzione e riciclaggio internazionale. La difesa dell’imprenditore cittadino di Cipro, rappresentata dall’avvocato romano Carlo Arnulfo, aveva fatto istanza al tribunale di Siena per chiedere di dissequestrare i circa 10 milioni di euro di beni per equivalente “congelati” su ordine del gip (fra i quali figura un attico in centro a Roma): a seguito però della discussione del riesame, il collegio composto dai giudici Luciano Costantini, Chiara Minerva e Simone Spina ha disposto il rigetto dell’istanza, con le motivazioni che arriveranno entro 45 giorni.

Nel chiedere la revoca del sequestro, la difesa di Bidilo aveva sostenuto la non sussistenza dell’accusa di evasione fiscale in Estonia, una tesi però non accolta dal tribunale che ha preferito cautelarmente confermare le decisioni del gip. Restano nelle mani del custode giudiziario anche le quote di Sielna Spa, per cui era stato chiesto anche in questo caso il dissequestro, respinto ieri dal tribunale del riesame: la difesa di Bidilo, per garantire la continuità aziendale ed evitare una possibile bancarotta, ha chiesto inoltre di poter immettere risorse per pagare fornitori, dipendenti e affitti.

C.C