Il direttore Pitteri costretto a ripartire da zero sul Santa Maria della Scala

Pitteri: “Santa Maria della Scala, il progetto che non c’è”

Quale sarà il futuro del Santa Maria della Scala? Si realizzerà mai il progetto che vuole un grande polo museale all’antico Spedale? Sono interrogativi, legittimi, dopo l’intervista che il direttore Daniele Pitteri ha rilasciato a Daniele Magrini durante la trasmissione “Di Sabato”.

Il tema, molto discusso dalla politica cittadina, sembra ancora molto distante dalla sua realizzazione. Quello su cui c’è da lavorare è un’analisi della fattibilità economica della operazione di completamento del restauro, riuso e rilancio del Santa Maria della Scala.

Operazioni su cui Pitteri, fa capire, è costretto sostanzialmente a ripartire da zero. Sulla scia di quanto detto anche dal direttore del Polo Museale Regionale, Stefano Casciu, che partendo dai progetti sulla Pinacoteca in risposta alla lettera-appello dei professori dell’Università di Siena (che dicevano no allo sdoppiamento del trasferimento delle opere con Palazzo Chigi alla Postierla), si trova in linea con Pitteri.

“Il progetto finora sul tavolo è davvero molto vago, così come la convenzione del Duemila sul riuso del Santa Maria della Scala è molto generica. C’è da definire un progetto comune che per ora non c’è”, ha detto Casciu. Temi caldi che mettono in forse l’autonomia del Santa Maria della Scala, anche e nonostante gli investimenti del passato della Fondazione Mps, il cui ruolo è tutto da decidere nella nuova governance dell’antico Spedale.

“Abbiamo ventimila metri quadrati da recuperare – ha detto Pitteri -. Si dovrà andare avanti per lotti e ci vorranno tanti anni. Ma prima di tutto ci sarà da valutare la sostenibilità economica, non degli investimenti, ma anche per la manutenzione programmata. Cosa che è mancata e che mancava anche nel progetto Canali”

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