All’Università degli Studi di Siena si guarda già oltre il presente della didattica universitaria con Edunext, il progetto che mette al centro nuove modalità di apprendimento tra innovazione tecnologica e partecipazione. L’iniziativa, dal titolo “Apprendere a distanza: processi più che umani nella didattica”, ha riunito a Siena atenei italiani e istituzioni AFAM partner, aprendo una riflessione concreta su quello che potrebbe essere il futuro dell’università.
Al centro dell’incontro, le potenzialità della didattica digitale: dalla realtà virtuale al podcasting, fino a forme di apprendimento immersivo che, fino a pochi anni fa, sembravano appartenere più alla fantascienza che alle aule universitarie. Un cambiamento che non riguarda solo gli strumenti, ma il modo stesso di concepire l’insegnamento.
Come spiega la professoressa Loretta Fabbri, il progetto nasce da un bando PNRR e coinvolge ben 34 università: “È un progetto che vuole sperimentare nelle università pubbliche forme di didattica in cui si uniscono presenza e virtuale. Non è più tutto centrato sul docente: accanto a lui ci sono tecnologie, materiali e tutor”. Una trasformazione che porta a definire questo approccio come “didattica più che umana”, dove l’obiettivo è integrare elementi umani e digitali per migliorare l’apprendimento e ampliare le possibilità di partecipazione.
Un modello che, secondo i promotori, non sostituisce la presenza ma la arricchisce, rendendo l’università più accessibile e inclusiva. “La partecipazione non è più pensata solo come presenza fisica – aggiunge Fabbri – ma come capacità di coinvolgere più persone possibili anche attraverso ambienti virtuali”.
Sulla stessa linea il professor Mario Giampaolo, che sottolinea come l’ateneo senese abbia già avviato percorsi concreti in questa direzione: “L’Università di Siena ha attivato due corsi di laurea magistrale con una didattica blended, ma non vuota come quella di molti corsi telematici”. Tra questi, Scienze per la formazione e la consulenza pedagogica nelle organizzazioni e Sustainable Industrial Pharmaceutical Biotechnology, quest’ultimo a carattere internazionale.
“Sono percorsi che mettono al centro lo studente – prosegue Giampaolo – con un apprendimento basato su progetti, il supporto di tutor e numerose occasioni di incontro in presenza, pur sfruttando i vantaggi della distanza”.
Edunext si configura così come un laboratorio di sperimentazione per l’università del futuro: un modello ibrido, capace di unire relazione umana e innovazione tecnologica, senza rinunciare alla qualità della formazione ma anzi puntando a rafforzarla. Una sfida che Siena ha già iniziato a raccogliere, candidandosi a diventare uno dei punti di riferimento nazionali per la didattica del domani.