Importante riconoscimento al Centro per la Diagnosi e Terapia delle Cefalee delle Scotte

Il centro ha ricevuto un riconoscimento per la capacità di garantire “percorsi al femminile per l’emicrania”

Di Redazione | 22 Novembre 2022 alle 11:00

Importante riconoscimento al Centro per la Diagnosi e Terapia delle Cefalee delle Scotte

Importante riconoscimento dalla Fondazione ONDA per il Centro per la Diagnosi e Terapia delle Cefalee della Neurologia e Neurofisiologia Clinica dell’Aou Senese, all’interno del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Sensoriali, diretto dal professor Alessandro Rossi.

Il centro, accreditato dalla Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), ha ricevuto un riconoscimento per la capacità di garantire “percorsi al femminile per l’emicrania”, cioè servizi dedicati alla gestione dell’emicrania nelle diverse fasi della vita della donna.

Il centro, coordinato dalla professoressa Stefania Battistini, della Neurologia e Neurofisiologia Clinica, in collaborazione con la dottoressa Alessandra Rufa, della Clinica Neurologica e Malattie Neurometaboliche, diretta dal professor Nicola De Stefano, rappresenta un punto di riferimento costante per la diagnosi, la cura ed il follow-up dei pazienti affetti da cefalea.

«L’emicrania – spiega il professor Rossi – è il tipo di cefalea primaria più studiata, in quanto rappresenta una forma altamente invalidante caratterizzata da attacchi di dolore moderato-severo, mono o bilaterale, della durata di circa 4-72 ore frequentemente associati a sintomi neurovegetativi, quali nausea e vomito. La diagnosi è clinica, basata su di una corretta e attenta raccolta anamnestica dei sintomi ed esecuzione dell’esame obiettivo generale e neurologico. L’emicrania – prosegue il professor Rossi – ha una spiccata tendenza a presentarsi in più membri della stessa famiglia, affligge circa il 10-15% della popolazione generale e più le donne che gli uomini, con un rapporto 2 a 1. Si tratta di una patologia che insorge spesso nell’infanzia o nei primi anni dell’adolescenza ed è nettamente più colpito il sesso femminile perchè a partire dal menarca e durante il periodo fertile risulta determinante il ruolo giocato dagli ormoni femminili sui meccanismi che generano la cefalea».

Il Centro fornisce visite ambulatoriali con frequenza di 2 giorni a settimana, a cui si accede mediante prenotazione al Centro Unico di Prenotazione (CUP), consulenze per il Pronto Soccorso e nei reparti di degenza per pazienti con cefalee in fase acuta, con un numero medio di pazienti visitati per anno di circa 500, tra pazienti esterni e consulenze in altri reparti.

«Il Centro – aggiunge il professor Rossi – ha sviluppato un protocollo diagnostico-terapeutico per il paziente affetto da cefalea di tipo multidisciplinare. Durante la prima visita viene raccolta la storia clinica del paziente, eseguito l’esame neurologico, consegnato il “diario della cefalea” per il monitoraggio degli attacchi di cefalea, consigliato l’iter diagnostico, prescritto un trattamento sintomatico e, se necessario, di profilassi. Se il caso lo richiede vengono eseguite scale per la valutazione dell’ansia o depressione o della qualità di vita (MIDAS). Vengono poi fissate successive visite di controllo – prosegue il professor Rossi -, a 2-3 mesi dalla prima visita, con cadenza personalizzata in funzione delle specifiche esigenze del paziente, della sintomatologia o del trattamento consigliato, per valutare l’andamento della cefalea, l’efficacia e tollerabilità del trattamento. Il paziente viene seguito per una durata minima compresa tra 1-2 anni».

Il Centro garantisce ai pazienti l’accesso a terapie farmacologiche innovative quali gli anticorpi monoclonali anti-CGRP e offre anche trattamenti non farmacologici mediante l’utilizzo di tecniche di Relaxation training per le cefalee su base muscolo tensiva, rivolti in particolare all’età evolutiva e alle forme croniche. Il Centro infine può attivare ricoveri (in regime di Day-Service o ordinario) per pazienti con quadro clinico complesso che necessita di approfondimenti diagnostici. «La principale suddivisione delle cefalee – conclude il professor Rossi – prende in considerazione la compresenza di una causa organica o di una malattia identificabile di cui la cefalea rappresenti un sintomo (cefalea secondaria) o l’assenza di queste condizioni per cui la cefalea con determinate caratteristiche cliniche si configura come una sindrome a sé stante (cefalea primaria). Le principali forme di cefalea primaria sono rappresentate dalla cefalea di tipo tensivo, dall’emicrania con e senza aura, e dalle cefalee disautonomico-trigeminali, la più comune delle quali è la cefalea a grappolo».



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