In due mesi abbattuti 2500 cinghiali in meno: la rabbia degli agricoltori

A lanciare l’allarme è l’Unione Provinciale Agricoltori. La stima dei danni provocati supera i 250mila euro

Tra novembre e dicembre 2020 sono stati abbattuti oltre 2500 cinghiali in meno rispetto al 2019 nella sola provincia di Siena con una stima di danni provocati che supera le 250mila euro. Sono i numeri che fotografano una situazione fuori controllo per l’agricoltura senese, aggravata dalla pandemia da Covid-19. A lanciare l’allarme è l’Unione Provinciale Agricoltori che traccia un bilancio sui mesi trascorsi in cui le misure di contenimento della pandemia hanno però permesso agli ungulati di fare razzia nei campi e “scorrazzare” alle porte delle città.

“Un problema di convivenza ormai annoso e cronico che la pandemia ha acuito potenziandone gli effetti devastanti – evidenzia l’Unione Provinciale Agricoltori di Siena -. In questi mesi se da un lato la diffusione del Covid-19 ha cambiato radicalmente le nostre abitudini quotidiane limitando le nostre libertà, dall’altro ha portato solo benefici per gli ungulati che non necessitano certo di un’autocertificazione per spostarsi da un’azienda all’altra. La Regione Toscana, attraverso l’assessore all’agricoltura Stefania Saccardi ha chiesto all’Ispra (Istituto che soprintende a tutte le operazioni di contenimento della fauna selvatica) la possibilità d’intervenire per far fronte alle conosciute questioni. Si chiedeva, infatti, di poter estendere gli abbattimenti in braccata nel mese di febbraio; possibilità, responsabile, di contenere numeri e quindi i danni, o per meglio dire, fare quello che non era stato possibile effettuare per problemi di fermo Covid e per l’impossibilità delle braccate a causa delle avverse condizioni climatiche. Ma l’Ispra ha negato questa possibilità, con inevitabili ripercussioni negative non solo per il mondo agricolo ma anche per la sicurezza nelle strade. La vicinanza agli imprenditori agricoli è così testimoniata solo a parole. Qui non si tratta di elargire bonus o posticipare le imposte; si tratta solo di gestire, bene, il territorio e l’ambiente. Nulla di più. Magari, aggiungiamo noi, non tralasciando o trascurando le attività produttive considerate o menzionate solo alla bisogna. Non dobbiamo dimenticarci l’inevitabile incremento degli incidenti stradali causati dagli ungulati e per ultimo, ma certamente non meno importante – conclude l’Unione Provinciale Agricoltori di Siena -, dell’infezione, ormai alle porte, della peste suina”.