Simone Agostinelli, vicepresidente dei Ristoratori Fiepet di Confesercenti Siena, in diretta a “Buongiorno Siena” commenta il momento del settore alla luce delle tendenze di mercato: «oggi i locali tengono e spesso fanno da volano per l’intero comparto commerciale», spiega, mettendo a fuoco punti di forza e criticità del territorio.
Il quadro a Siena — Sulla scia dei dati che indicano la ristorazione come principale motore di crescita, Agostinelli conferma che il trend riguarda anche il territorio. «Confrontandomi con i colleghi sembrerebbe che la ristorazione in questo momento possa essere un po’ il traino del comparto commerciale», osserva. Restano, però, alcune fragilità: «ci sono piccoli spazi che soffrono il contesto internazionale, con la mancanza di turismo americano e oltreoceano». A sostenere i consumi è soprattutto la domanda interna: «la clientela italiana cerca nella ristorazione e nei bar un momento di svago, e questo ci permette di essere trainanti rispetto ad altri settori in difficoltà».
Nuove abitudini, dalla “apericena” al pranzo veloce — Il modo di vivere il locale è cambiato: più flessibilità negli orari, formule leggere e pranzi diversi dal “panino al volo” di vent’anni fa. «Il nostro settore è sempre pronto a confrontarsi con le esigenze del mercato», dice Agostinelli. Ma resta forte una componente identitaria: «c’è ancora una ristorazione molto legata all’aspetto emozionale dello stare a tavola, del provare preparazioni che gratificano e giustificano la spesa in nome della convivialità».
Vino e alcolici: il nodo che preoccupa — Se i conti della cucina tengono, non va altrettanto bene il comparto enologico. «È sinceramente abbastanza in difficoltà il settore della vendita del vino e degli alcolici in generale», ammette il vicepresidente Fiepet. Le cause? «La necessità di calmierare la spesa, ma anche fattori legati al mondo dell’uso dell’alcol». Da qui alcune iniziative associative per stimolare l’acquisto responsabile: «abbiamo lavorato per invogliare i clienti a prendere la bottiglia, portarsela a casa e non solo consumarla al ristorante». Un tema, sottolinea, «che richiede una riflessione profonda».
Personale: tra luoghi comuni e soluzioni — Sulla difficoltà di trovare addetti, Agostinelli invita a distinguere. «È indubbio che i giovani si avvicinino con un po’ più di difficoltà, perché da noi si lavora la domenica e nei festivi», premette. Ma non è un destino segnato: «un giusto rapporto con gli istituti alberghieri del territorio e la volontà dei ragazzi di fare esperienze a contatto con pubblici diversi aiutano molto». Fondamentale l’investimento in formazione e contratti di qualità: «passare dalla scuola al lavoro non è semplice, i ragazzi vanno formati. Sempre più colleghi gratificano il rapporto di lavoro proponendo livelli adeguati e, quando possibile, contratti a tempo indeterminato: la fidelizzazione tra datore di lavoro e dipendente è cruciale».