Morte David Rossi: a settembre la Commissione ascolterà il boss di 'ndrangheta Nicolino Grande Aracri

Il presidente Gianluca Vinci annuncia anche nuove audizioni in forma di testimonianza per Ricucci e Filippone: "L'obiettivo è acquisire ulteriori elementi utili all'inchiesta".

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La Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi accelera gli approfondimenti sul filone investigativo che collega la vicenda alla cosiddetta “valigetta“. L’Ufficio di Presidenza, riunito questa mattina, ha deciso di avviare le procedure per convocare ai primi di settembre Nicolino Grande Aracri, boss dell’omonimo clan di ‘ndrangheta attualmente detenuto al 41-bis.

Ad annunciarlo è Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, al termine della riunione. La scelta arriva dopo le più recenti dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Cortese e in attesa dell’audizione di un altro pentito, Giuseppe Giglio. L’obiettivo della Commissione è approfondire gli elementi relativi a presunti flussi di denaro e ai contatti sviluppatisi nell’area della bassa Mantovana, territorio nel quale sarebbe stata ricondotta la valigetta finita al centro degli accertamenti.

“Riteniamo che questa audizione possa essere importante – ha spiegato Vinci – per chiarire eventuali contatti nella bassa Mantovana e l’utilizzo di quella valigetta riconducibile al clan Grande Aracri. Ricordiamo che al suo interno era custodito un titolo di credito con un numero ritrovato sul cellulare di David Rossi la sera della sua morte”.

Secondo il presidente della Commissione, l’audizione potrebbe rappresentare un tassello significativo di un filone investigativo sul quale sono già stati raccolti diversi riscontri grazie alle precedenti testimonianze.

Parallelamente proseguiranno già nei prossimi giorni le altre attività della Commissione. All’inizio della prossima settimana saranno ascoltati nuovamente il portiere in servizio il 6 marzo 2013 alla Rocca, Massimo Riccucci, e Giancarlo Filippone, dipendente Mps e amico di Rossi, già sentiti nella precedente Commissione parlamentare della XVIII legislatura ma, questa volta, nella forma della testimonianza, che impone l’obbligo di dire la verità. “L’obiettivo – ha spiegato Vinci – è approfondire alcuni particolari emersi nel corso dell’inchiesta con uno strumento che riteniamo particolarmente utile”.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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