In Via di Salicotto, nel cuore del suo Rione, Luciano Ghezzi ha festeggiato pochi giorni fa un secolo di vita. E lo ha fatto con la leggerezza di chi sembra aver attraversato cento anni senza lasciarsi appesantire dal tempo. “Io me ne sono neanche accorto – racconta sorridendo – perché quello che facevo con incoscienza quando andavo all’asilo lo sto facendo ora. Ogni tanto cerco qualche monaca, ma dove siamo?”.
È una battuta, ma racconta bene il personaggio: Luciano Ghezzi, storico torraiolo e commerciante senese, ha compiuto 100 anni e la sua vita è profondamente intrecciata con quella della città. In particolare con la Torre, dove ha ricoperto anche l’incarico di Mangino alla fine degli anni Settanta.
E proprio dal cuore della Contrada, nei giorni del Palio dell’Assunta, arriva il desiderio più grande per questo compleanno speciale: vedere di nuovo la Torre vincere. “Sarebbe bello, la sto aspettando – dice Ghezzi -. Ho fatto anche il Mangino non vittorioso purtroppo. Ora la sto aspettando una vittoria. Poi, se vi saluto, pazienza”.
A 100 anni Luciano guarda ancora alla Carriera con l’entusiasmo di un contradaiolo e osserva con interesse anche l’accoppiata della Torre con Gingillo. “Il ragazzo è molto idoneo. A cavallo ci sta, insomma, quello è importante”. Ma sui pronostici non si sbilancia.
Il suo racconto, però, va oltre il Palio perché Salicotto è una parte della sua memoria personale, un luogo che ha conosciuto quando era ancora profondamente diverso da quello di oggi. “Io qui ci sono nato, stavo all’ultimo piano”, racconta indicando gli spazi intorno a sé. Poi ricorda il risanamento della zona e le trasformazioni che hanno cambiato il volto della strada, fino alla demolizione delle abitazioni e alla costruzione di ciò che oggi i senesi conoscono.
È anche la memoria di una Siena nella quale i confini tra le Contrade, almeno in certi momenti, potevano diventare più sfumati. Ghezzi racconta dei tanti amici dell’Oca e degli anni delle trasferte del Siena Calcio, quando la passione sportiva riusciva persino a mettere Torre e Oca dalla stessa parte. “Allora si dimenticava la Contrada, eravamo per il Sienone”. E sorride ricordando persone conosciute da una vita, compresi alcuni vecchi ocaioli che ancora oggi lo salutano con affetto.
Nel suo secolo di vita c’è dunque una Siena fatta di Contrade, sport, amicizie, trasformazioni urbane e memoria. Una storia personale che attraversa generazioni e che la Torre ha voluto celebrare stringendosi intorno al suo storico contradaiolo.

E quando arriva il momento degli auguri per i prossimi cento anni, Luciano non rinuncia alla sua ironia. “Altri 100? Un po’ troppo ora. Altri 99? Sì, 99, ora mi manca…”.
Poi l’ultima battuta, inevitabile per un uomo che sembra avere ancora voglia di giocare con la vita: “Sono ricercato sempre, ma non dalla polizia. Da qualche donna, insomma“.
A 100 anni, Luciano Ghezzi continua così: con la Torre nel cuore, il Palio negli occhi e una battuta sempre pronta.