Licenziamenti Gsk: Fdi, la Sinistra e Pd portano la questione in Regione

Fratelli d’Italia interroga il presidente Rossi, e si rivolge anche al Parlamento, sulla mozione de La Sinistra mettono la firma Bezzini e Scaramelli

Il caso dei licenziamenti nelle sedi senesi di Gsk e della persistente crisi occupazionale e produttiva della multinazionale arriva anche in Regione Toscana, dopo l’interrogazione parlamentare al ministro Luigi Di Maio da parte di Liberi e Uguali.

Serena Spinelli del gruppo misto Art.1-Mdp “La Sinistra” ha depositato una mozione in Consiglio regionale (firmata anche dai consiglieri Pd Simone Bezzini e Stefano Scaramelli) dove oltre ad esprimere solidarietà ai lavoratori licenziati e al lavoro dei sindacati, impegna la Giunta regionale a mettere in campo ogni sua competenza, con il coinvolgimento delle sigle sindacali, per avviare un confronto con l’azienda, rispondere alle istanze dei lavoratori, rendere chiare le prospettive del sito Gsk di Siena e Rosia, fornendo al tempo stesso garanzie sul futuro dello stabilimento in termini di produzione e di invesitmenti, livelli occupazionali e rispetto degli accordi sindacali.

Sulla questione interviene anche il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia che  ha prodotto, a firma del Consigliere Paolo Marcheschi,  un’interrogazione al presidente Enrico Rossi, chiedendo “se l’azienda succitata ha ricevuto nel corso degli anni incentivi economici da parte della regione Toscana e, in caso di risposta affermativa, a quanto ammontano;  in che modo si intenda intervenire per mantenere saldo lo storico rapporto tra l’azienda farmaceutica di Rosia ed il territorio in cui opera, considerato il fatto che è già stata attivata una procedura di trasferimento della di produzione dei tre prodotti farmaceutici in esclusiva presso gli stabilimenti all’estero; in che modo si intenda intervenire per salvaguardare gli attuali posti di lavoro”.

Fratelli d’Italia ha poi presentato un’interrogazione a risposta scritta sulle stesse tematiche al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico,  chiedendo nello specifico “in che modo si intenda intervenire affinché vengano tutelati i posti di lavoro e affinché venga salvaguardato lo stabilimento di Rosia, prima che sia attivata la procedura di trasferimento dell’esclusività di produzione in altri siti”.

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