Resta acceso il confronto sulla sanità toscana, con particolare riferimento all’indennità di pronto soccorso destinata a infermieri e operatori socio-sanitari. Il tema è stato al centro dell’ultima audizione in corso in Terza Commissione (Sanità e Politiche sociali) del Consiglio regionale, dove sono stati ascoltati i sindacati firmatari del Contratto nazionale del comparto.
Secondo quanto emerso, le sigle sindacali denunciano il mancato o incompleto pagamento dell’indennità, già prevista e finanziata a livello nazionale, ma che non sarebbe stata correttamente erogata agli operatori. Una situazione che ha portato, nei giorni scorsi, anche a una manifestazione sotto la sede del Consiglio regionale.
A sollevare con forza la questione è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Enrico Tucci, che punta il dito contro l’assessorato alla sanità, accusato di scarsa attenzione e di una gestione carente delle relazioni sindacali.
“Abbiamo incontrato i sindacati del comparto, infermieri e personale sanitario non medico – spiega Tucci – che chiedono il pagamento dell’indennità di pronto soccorso, devoluta dal Governo alle Regioni e da queste agli operatori. Loro lamentano che non sia stata correttamente calcolata e che, dopo i pagamenti arrivati fino al 2024, per il 2025 non ci sia nulla”.
Al centro del confronto non c’è solo la questione tecnica relativa ai criteri di calcolo ma soprattutto, secondo il consigliere, la mancanza di un dialogo istituzionale efficace. “La cosa grave – prosegue – è che questi sindacati non sono mai stati ricevuti dall’assessore. C’è stato un solo incontro con lo staff tecnico, concluso senza esiti e senza nemmeno un verbale. Dopo di che, i lavoratori sono scesi in piazza”.
Una situazione che, per Tucci, rappresenta un segnale preoccupante. “È molto grave perché denota noncuranza e scarsa consapevolezza della situazione. Il pronto soccorso è la trincea dei nostri ospedali: gli operatori devono essere tutelati e adeguatamente retribuiti, anche perché parliamo di risorse già stanziate dal Governo, non di fondi regionali da reperire”.
Resta dunque aperta la distanza tra le posizioni dei sindacati e quelle dell’assessorato, mentre dalla Commissione prosegue il ciclo di audizioni con l’obiettivo di fare chiarezza su criteri di calcolo e tempi di erogazione dell’indennità. Sullo sfondo, però, si impone il nodo delle relazioni sindacali, che rischia di aggravare ulteriormente le tensioni in un comparto già sotto pressione.