La pioggia ha costretto a cambiare programma, ma non ha fermato una delle tradizioni che precedono il Palio. La Messa del Fantino, infatti, si è svolta eccezionalmente nella Cappella dei Signori, all’interno del Museo Civico di Palazzo Pubblico.
Una circostanza insolita che il cardinale Augusto Paolo Lojudice ha ricordato al termine della celebrazione. “Da quando sono a Siena è la prima volta che mi capita di celebrare questa Messa nella cappella del Palazzo. Anche negli anni del Covid la celebrazione si è sempre svolta, pur con modalità diverse. Oggi siamo qui, in un contesto particolare, e vediamo un po’ che succede”, ha osservato con un riferimento anche all’incertezza legata al maltempo.
Dalla Sala della Pace il richiamo è stato inevitabilmente anche ai drammi che segnano il mondo. Interpellato sul rapporto tra il Palio e le priorità della vita, Lojudice ha ribadito il valore della Festa senese, invitando però a mantenere il giusto equilibrio. “Il Palio è importante perché rivela l’identità di un popolo. Non è una semplice festicciola di paese, ma un’esperienza profondamente sentita e fortemente caratterizzante”. Proprio per questo, ha aggiunto, l’eventualità che le condizioni meteorologiche possano impedirne lo svolgimento rappresenta un problema per la città.
Allo stesso tempo, però, il cardinale ha invitato a non perdere di vista le sofferenze ben più gravi che interessano tante persone nel mondo. “Non possiamo dimenticarci di chi soffre, di chi vive situazioni drammatiche, di chi muore, bambini e adulti. Nel rispetto di una tradizione identitaria come il Palio, dobbiamo sempre provare a distinguere le cose importanti da quelle meno importanti”. Un invito che, ha concluso, vale non solo per i giorni della Festa, ma “per tutti i momenti della vita e per tutte le scelte che siamo chiamati a fare”.