Esplode la polemica politica a Siena dopo l’approvazione in Consiglio comunale di una mozione a sostegno della richiesta di grazia per Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato in via definitiva per omicidio. Il Movimento 5 Stelle, per voce del coordinatore provinciale Alessandro Fanetti, attacca duramente l’esito della votazione, definendo l’atto un’ingerenza istituzionale priva di competenza e una strumentalizzazione del nome della città.
Di seguito il testo integrale della nota a firma di Alessandro Fanetti, Coordinatore Provinciale M5S di Siena.
“Apprendiamo con sconcerto e indignazione che il Consiglio comunale di Siena ha votato a sostegno della richiesta di grazia per Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per duplice omicidio volontario e tentato omicidio.
Non entriamo nel merito umano della vicenda, che è drammatica. Entriamo nel merito istituzionale, che è gravissimo.
La Corte di Cassazione ha stabilito in via definitiva che Roggero ha sparato quando i rapinatori erano in fuga, quando l’aggressione era finita. Non è legittima difesa. È omicidio volontario. Due persone morte.
Di fronte ad una sentenza definitiva della magistratura italiana, il Consiglio Comunale di Siena cosa fa? Vota una mozione per chiedere al Presidente della Repubblica di intervenire con un provvedimento di clemenza sulla pena.
Questo non è garantismo. È il contrario. È l’uso politico delle istituzioni per contestare gli effetti di una sentenza definitiva che non piace.
Il Comune di Siena non ha alcuna competenza sulla concessione della grazia e nessun ruolo nel relativo procedimento costituzionale. Il Consiglio comunale deve occuparsi di strade, scuole, servizi, di MPS, non di trasformare una vicenda giudiziaria avvenuta a centinaia di chilometri da Siena in una battaglia politica nazionale.
Una mozione talmente insensata da spaccare persino la maggioranza che governa Siena: appena 7 consiglieri sui 20 della maggioranza la hanno votata. Eppure sette voti sono bastati per impegnare il Comune e trascinare il nome della nostra città dentro una battaglia ideologica nazionale che nulla ha a che vedere con Siena.
Hanno messo il gonfalone di Siena, il gonfalone della città del Palio, a servizio di una propaganda barbara sulla giustizia fai-da-te.
È un atto vergognoso che non rappresenta Siena. Siena è una città di giustizia, non di vendetta.
Chiediamo che il Sindaco ritiri immediatamente quella lettera. Il Presidente Mattarella, garante della Costituzione, non ha bisogno dei consigli del Comune di Siena per esercitare una sua prerogativa altissima e rarissima.
Noi continueremo a difendere lo Stato di diritto. Loro continuino pure a fare campagna elettorale sulla pelle dei morti.”