Aeroporto di Ampugnano, il Comitato AmpugnaNo torna all’attacco: “Il progetto è sospeso e la confusione regna sovrana”

Chiesto il trasferimento dell’area demaniale alla Regione e l’avvio di un percorso partecipativo

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Il progetto di ottimizzazione dell’aeroporto di Ampugnano, almeno per il momento, resta fermo. È questa la fotografia tracciata dal Comitato AmpugnaNo, che questa mattina a Siena ha convocato una conferenza stampa per fare il punto sull’iter del progetto presentato da ENAC Servizi e per rilanciare le proprie contestazioni. Al centro dell’incontro soprattutto le richieste di integrazione avanzate dagli enti coinvolti nella Conferenza dei servizi e la procedura davanti al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per stabilire l’eventuale assoggettabilità del progetto alla Valutazione di impatto ambientale.

Questo progetto è sospeso e sine die (a data da destinarsi)” – sostiene la presidente del Comitato, Maria Rosa Mariani, secondo la quale ENAC Servizi non avrebbe ancora fornito risposte agli enti che avevano richiesto integrazioni -. Abbiamo aspettato che scadessero i tempi per il progetto di ottimizzazione. La scadenza era il 3 settembre, prolungata di dieci giorni perché gli enti della Conferenza dei servizi avevano chiesto integrazioni e ad oggi possiamo registrare che ENAC Servizi non ha ancora prodotto alcuna risposta a nessuno degli enti che aveva chiesto queste integrazioni”.

Il Ministero, tra l’altro, aveva chiesto il perfezionamento della documentazione e, secondo quanto riferito durante la conferenza stampa, il 14 settembre sarebbe stata trasmessa la documentazione integrativa. Per Mariani, però, la procedura per stabilire l’assoggettabilità a VIA non sarebbe ancora entrata nella fase di valutazione: “Fino al momento in cui non arriverà il parere del MASE – afferma la presidente del Comitato AmpugnaNo – nessuno potrà procedere a fare alcunché. Siamo qui anche per dire a quei giornali che hanno scritto che ai primi di settembre sarebbero partite le gare che noi crediamo che le gare non partiranno né a settembre né nei mesi prossimi”.

Le contestazioni al progetto

Il Comitato ha quindi riproposto una lunga serie di osservazioni sulla documentazione presentata da ENAC Servizi, contestando la presenza di quelli che definisce “svarioni” e incongruenze tecniche. Tra gli elementi indicati vengono citati riferimenti ad altri aeroporti, come Rimini e Rieti, presenti nella documentazione, differenze nelle volumetrie indicate per hangar e terminal, dati che secondo il Comitato non corrisponderebbero alle distanze reali dai siti protetti della Montagnola Senese e dell’Alta Val di Merse e, soprattutto, una presunta incongruenza nella tabella relativa ai movimenti aeroportuali.

Il Comitato contesta inoltre l’assenza, a suo giudizio, di un’analisi complessiva della sostenibilità economica dell’intervento. Nel mirino finiscono quindi business plan, strategie operative, piano di ammortamento, raggiungimento del punto di equilibrio, personale e sicurezza. Altre perplessità riguardano i collegamenti terrestri con lo scalo, la viabilità di accesso, la pista e la torre di controllo.

Il nodo del fotovoltaico

Uno dei temi più discussi durante la conferenza stampa è stato quello dei 20 ettari di fotovoltaico previsti nell’idea progettuale originariamente illustrata da ENAC. La contestazione si intreccia anche con il tema dell’utilizzo del sedime aeroportuale per la produzione di energia destinata alla vendita. Il Comitato richiama in particolare le norme ENAC relative agli impianti fotovoltaici negli aeroporti e sostiene che la realizzazione di impianti destinati alla vendita dell’intera energia prodotta presenti profili differenti rispetto agli impianti destinati all’autoconsumo aeroportuale. A chiarire la posizione del fronte contrario è Simonetta Pepi, presidente dell’Associazione Ampugnano per la salvaguardia del territorio: “Noi non siamo contro le energie rinnovabili, siamo per le energie rinnovabili usate in modo equo e solidale – afferma Pepi -. Il sole è di tutti e quindi va sfruttato per tutti, non per la speculazione per far guadagnare solo le grandi società”.
L’associazione contesta dunque non la tecnologia in sé, ma il modello di sviluppo e la destinazione dei possibili ricavi: “Dobbiamo far capire a tutti i cittadini che questi grandi impianti non sono per risparmiare nelle nostre bollette, ma gli utili vanno alle grandi società. Noi siamo per le rinnovabili, ma in maniera più sociale e più equa”.
Il Comitato ha inoltre sollevato questioni relative agli impatti ambientali complessivi dello scalo, sostenendo che la presenza del fotovoltaico non possa essere considerata una compensazione delle emissioni prodotte dal traffico aereo.

“La Regional Air Mobility non è ancora definita”

Altro capitolo affrontato durante la conferenza stampa è quello della Regional Air Mobility, il modello al quale ENAC collega il rilancio di Ampugnano. Per Ferdinando Curini, del Comitato AmpugnaNo, il progetto RAM presenterebbe ancora numerosi elementi di incertezza.
“Abbiamo cercato di allargare i nostri orizzonti – spiega Curini – e attraverso l’aiuto di altri comitati e associazioni in giro per l’Italia abbiamo presentato le osservazioni al Piano nazionale aeroporti”.
Secondo Curini, nel documento nazionale la Regional Air Mobility occuperebbe uno spazio limitato rispetto alla portata attribuitale nel progetto di Ampugnano: “Questo dimostra – sostiene – che non ci sono idee chiare. Rispetto all’ultimo accordo di programma fra ENAC ed ENAC Servizi i 21 aeroporti stanno di fatto cambiando nei nomi. La RAM è qualcosa che si potrebbe tranquillamente dire non è definita – aggiunge Curini –. Ci sono attività come quelle che stanno avvenendo ad Ampugnano e a Rieti, ma sono attività tutte sconnesse fra loro e non fanno parte di un insieme che poi dovrebbe essere questa Regional Air Mobility”.

“Non serve un aeroporto per pochi”

Il Comitato contesta infine l’idea che il nuovo collegamento possa rispondere alle esigenze di una clientela ad alta capacità di spesa. Guido Badalamenti mette però in discussione anche questa impostazione, sostenendo che proprio quel tipo di utenza avrebbe esigenze diverse: “C’è invece uno studio serio fatto dall’Università di Siena alcuni anni fa sull’analisi delle aspettative di una classe agiata che abitualmente frequenta il nostro territorio. Questo documento spiega esattamente come le richieste siano altre, ssattamente la stessa cosa che vogliono i senesi”.

Per il Comitato, la priorità dovrebbe essere quella di garantire collegamenti rapidi con gli hub aeroportuali e con le principali città, attraverso ferrovia, autobus o trasporto privato. “Servono strumenti completamente diversi – conclude Badalamenti –. C’è un completo stravolgimento. Se non fosse così ci aspetteremmo un reale studio dell’impatto e non abbiamo niente di tutto questo. Stiamo semplicemente parlando di una volontà che prescinde dall’analisi reale del fabbisogno”.

La richiesta alla Regione

La conferenza stampa si è chiusa con una richiesta politica e istituzionale precisa. Il Comitato e l’Associazione per la salvaguardia del territorio hanno riferito di avere incontrato consiglieri regionali sia di maggioranza che di opposizione, ai quali è stato illustrato l’obiettivo di trasferire alla Regione l’area demaniale di Ampugnano, aeroporto compreso. La proposta è quella di avviare un percorso partecipativo che coinvolga istituzioni, cittadini, associazioni e tutti i soggetti interessati al futuro dell’area. Dopo la mozione approvata dal Consiglio comunale di Sovicille il 2 settembre, dunque, il fronte contrario al progetto prova ad alzare ulteriormente il livello del confronto, chiedendo alla Regione Toscana di assumere un ruolo diretto nella vicenda.

Il prossimo passaggio resta però quello amministrativo: le integrazioni richieste dagli enti, la documentazione trasmessa al MASE e soprattutto la valutazione sulla procedura VIA. È su questi tavoli che, nelle prossime settimane, si giocherà una parte decisiva del futuro di Ampugnano.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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