Un’audizione in commissione parlamentare d’inchiesta per portare le richieste del territorio sul futuro di Monte dei Paschi. È la proposta avanzata dalla presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti durante il Consiglio comunale straordinario monotematico dedicato alla banca.
Il confronto, ha annunciato, proseguirà “a partire da domani con tutti i parlamentari toscani”. Per le prossime settimane Carletti ha proposto alle altre istituzioni di “essere auditi in commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo al Senato”, per continuare a rappresentare le istanze del territorio “con rigore, compattezza e con la fermezza che il nostro ruolo istituzionale ci impone”.
L’unità istituzionale è stata il filo conduttore dell’intervento. “Il futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena non è una contesa d’aula tra schieramenti diversi, né un’occasione di posizionamento tattico, è la sostanza stessa della tenuta sociale ed economica del nostro territorio, della dignità di migliaia di lavoratori, della serenità delle loro famiglie e delle prospettive di sviluppo di tutta la Toscana”.
Carletti ha rivendicato il percorso condiviso con il sindaco Nicoletta Fabio e il presidente della Regione Eugenio Giani: “Abbiamo scelto l’unità istituzionale e politica come metodo e come forza. Oggi dobbiamo rivendicare con orgoglio e lucidità il lavoro portato avanti. Se la voce di Siena ha rotto quel silenzio è solo perché il territorio ha saputo muoversi compatto, nelle nostre assemblee elettive prima, nei confronti del Governo poi”.
Nel ripercorrere l’incontro con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, definito “inevitabilmente interlocutorio”, la presidente ha sottolineato: “Abbiamo ribadito al Ministro Giorgetti, trovando condivisione, che la salvaguardia e l’integrità di Banca Monte dei Paschi di Siena non sono un’esigenza ristretta al perimetro senese e toscano, ma sono una questione di primario interesse nazionale per l’intero sistema Paese e per il credito all’economia reale”.
Sulla partecipazione pubblica, Carletti ha riferito: “Abbiamo ottenuto la conferma che il Ministero dell’Economia al momento attuale manterrà congelata la propria quota del 4,8%. Lo Stato per ora non venderà sul mercato, garantendo un presidio pubblico e determinante per condizionare le scelte future sulla governance della banca”.
Al Governo è stata inoltre rivolta la richiesta di valutare l’impiego dei poteri speciali a tutela degli interessi strategici. “Non sta a noi dire quali sono gli strumenti in mano al Governo, a noi sta dire quali sono gli asset che riteniamo strategici per il Paese e gli asset di responsabilità sociale”.
Per la presidente, la compattezza delle istituzioni sta già producendo effetti: “Chi pensava di trattare il dossier Monte dei Paschi come una semplice pratica contabile o una vendita da chiudere in stanze lontane, sa che oggi non può prescindere dalla nostra comunità. Abbiamo dimostrato che quando le istituzioni parlano con un’unica voce, gli interlocutori hanno l’obbligo di ascoltare e di confrontarsi”.
Carletti ha quindi ribadito le priorità condivise nelle mozioni e nel confronto con i 35 sindaci della provincia: “La salvaguardia dell’occupazione e dell’indotto, la centralità strategica della direzione generale a Siena, il presidio del credito al territorio, l’integrità della nostra banca Monte dei Paschi di Siena”.
Una responsabilità che ha collegato all’impegno sulle altre vertenze occupazionali: “Se dedichiamo ogni nostra energia per tutelare decine o centinaia di posti di lavoro nelle crisi industriali e commerciali, come potremmo mai disinteressarci del futuro di Banca Monte dei Paschi, che da sola occupa circa duemila addetti solo nella nostra provincia? Sarebbe un’omissione imperdonabile verso la nostra comunità”.
Richiamando il Patto contro le crisi e per il rilancio del territorio senese firmato lunedì, ha aggiunto: “Questo territorio non vuole subire passivamente l’esplosione delle crisi per poi rincorrerle. Abbiamo creato una rete permanente e pubblica di monitoraggio, prevenzione e rilancio economico”.
La difesa della banca, ha precisato in conclusione, non esclude il cambiamento: “Difendere la banca non significa voler mantenere tutto fermo e non rendersi conto che il mondo cambia e cambia anche il contesto economico”.
Restano però condizioni irrinunciabili: “Il Monte dei Paschi non è soltanto un asset finanziario al centro delle logiche del risiko bancario, ma è una parte integrante della storia, dell’economia e dell’identità della nostra comunità. Qualsiasi evoluzione strategica o alleanza futura dovrà passare da garanzie chiare ed esplicite”.