"Malattie infettive quadruplicate in Toscana? Non tutti i casi sono uguali": parla il professor Tumbarello

 Il direttore di Malattie Infettive Tropicali all’ospedale Le Scotte fa chiarezza sui dati in Toscana: "Con le zanzare dovremo convivere, ma il nodo principale restano la copertura vaccinale e le buone pratiche quotidiane"

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Malattie infettive in crescita in Toscana? Tra clima, vaccini e buone pratiche abbiamo incontrato il professor Mario Tumbarello, direttore di Malattie Infettive Tropicali all’ospedale Le Scotte, per fare ordine tra i titoli allarmistici e la realtà clinica sul territorio. Dalla dengue alla legionellosi, fino al ritorno del morbillo e all’uso delle mascherine: cosa sta davvero accadendo e come comportarsi.

“Boom” di malattie infettive? Il quadro è più complesso

Di fronte ai titoli che parlano di casi “quadruplicati” tra 2021 e 2025, Tumbarello invita a evitare generalizzazioni: il 2021 era ancora segnato dal Covid e ogni infezione segue stagionalità e dinamiche diverse.

«Non si può parlare di aumento delle malattie infettive senza dire quali. Il 2021 era una situazione completamente diversa. Influenza e infezioni trasmesse da insetti hanno picchi periodici legati a inverno ed estate».

Dengue e zanzare: l’effetto del clima e le precauzioni di tutti i giorni

Il cambiamento climatico sta favorendo la presenza, anche in Italia, di patogeni tipicamente “estivi”. La dengue, in particolare, ha registrato centinaia di casi nel Paese durante i mesi caldi, con decine di contagi anche nella nostra regione e focolai rilevanti nell’area di Livorno e Firenze.

«Il clima più caldo aumenta malattie che prima non erano così presenti. In Italia ci sono stati circa 350-370 casi di dengue nei mesi caldi; nella nostra regione una settantina, con il principale focolaio tra Livorno e Firenze».

Difendersi del tutto dalle punture è impossibile, ma si può ridurre il rischio: zanzariere in casa, repellenti all’aperto (soprattutto la sera), attenzione a sottovasi e ristagni, cura delle fontane domestiche. Le istituzioni intervengono con trattamenti mirati, ma il primo presidio resta la prevenzione domestica.

«Le malattie trasmesse dalle zanzare sono qualcosa con cui dobbiamo cominciare a convivere. Serve responsabilità individuale: niente ristagni d’acqua, usare repellenti e zanzariere».

Legionellosi: un’altra storia, legata agli impianti

L’impennata di legionellosi segue logiche diverse rispetto ai virus trasmessi da insetti. È un’infezione batterica che si contrae per via respiratoria, spesso associata a impianti idrici o di climatizzazione poco manutenuti, con una maggiore frequenza nei mesi caldi.

«La legionella non c’entra con le zanzare: è un batterio, si prende per via respiratoria da impianti dell’acqua e di condizionamento. È una polmonite ben nota, con focolai legati a serbatoi e circuiti non correttamente gestiti».

Morbillo: il nodo resta la vaccinazione

Il professore esprime la preoccupazione principale sull’andamento del morbillo, che vede l’Italia tra i Paesi europei con più casi registrati. La soluzione, ribadisce, è nota e disponibile: vaccinarsi.

«Trovo inespiegabile la riottosità verso il vaccino del morbillo. Protegge il singolo e riduce la circolazione del virus in scuole, città e ospedali. Nell’adulto il morbillo può dare complicanze serie».

Mascherine: quando usarle ha davvero senso

Nessuna indicazione generalizzata oggi, spiega Tumbarello, a eccezione dei pazienti immunodepressi o in terapia chemioterapica. Ma una regola semplice vale per tutti, soprattutto in vista dei mesi invernali e delle visite ai familiari più fragili.

«Se abbiamo sintomi respiratori e andiamo a trovare i nonni o persone anziane e fragili, mettiamoci la mascherina. È una forma di rispetto e di affetto».

Tra clima che cambia, infezioni stagionali e vecchie malattie che tornano, il messaggio del direttore delle Malattie Infettive Tropicali è chiaro: niente allarmismi, ma consapevolezza e responsabilità individuale — a partire dai vaccini e da piccoli gesti quotidiani.



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