Mens Sana, gli ex coach Recalcati e Pancotto: “Grande amore per Siena, ricordi indelebili”

I due coach erano presenti questa mattina alla presentazione del libro di Ferdinando Minucci

Tanti volti noti del basket senese e italiano alla presentazione del libro di Ferdinando Minucci oggi a Bologna. Tra questi due ex coach che hanno fatto la storia della società biancoverde, Carlo Recalcati, vincitore del primo scudetto della storia, e Cesare Pancotto, allenatore della promozione in A1.

“Sono qui per ricordare quegli anni ma soprattutto per attestare la mia amicizia a Ferdinando, che non è mai venuta a mancare – dice coach Recalcati ai microfoni di Siena Tv – Il mio rapporto con lui ha tanti aspetti che non sono prettamente sportivi, perché ci siamo conosciuti molto prima che arrivassi a Siena. Venni chiamato in un momento in cui la mia situazione familiare non era felice e lui ebbe la grandissima umanità di liberarmi da un impegno che avevo preso con la Mens Sana; queste per me sono le cose che valgono più di uno scudetto o di una medaglia olimpica”.

Un’esperienza, quella senese, che Recalcati ricorda sempre con emozione e un po’ di nostalgia. “E’ stata una cosa fantastica – dice – Con Ferdinando si era parlato di un progetto per arrivare a vincere il campionato in tre anni di tempo, invece lo scudetto è arrivato subito. La cosa che mi porto sempre dentro è la fine dell’ultima partita di Playoff, quando c’è stata l’invasione di campo; per me è stato motivo di grande soddisfazione vedere tanta gente felice di aver raggiunto un risultato importante. Lo scudetto era importante, ma ancora più importante era la felicità che eravamo riusciti a dare alla gente di Siena”.

Cesare Pancotto è arrivato sulla panchina biancoverde dieci anni prima, nel 1993, quando alla sua prima stagione condusse la squadra alla promozione in A1. “Mantengo un grande amore per Siena, per tutto quello che mi ha dato sotto tutti i punti di vista – dice Pancotto  a Siena Tv – Quando sono arrivato erano anni un po’ embrionali, cresceva l’idea di fare qualcosa, aver fatto una promozione immediata dalla A2 all’A1, le coppe, i Playoff con tanta voglia ma poco denaro stava a stabilire che c’era un progetto, di cui Ferdinando era il promotore”.

“Per me sono ricordi indelebili, ritorno a Siena spesso per rivivere la città e la sua atmosfera – prosegue – l fatto che oggi sia qui è anche per il rispetto di qualcosa che è nato tanto tempo fa, quando si facevano squadre con poco ma si aveva voglia di fare qualcosa per Siena”.