Sarà un grande concerto sinfonico a chiudere la 103ª edizione della “Micat in Vertice”, la storica stagione dell’Accademia Musicale Chigiana. Venerdì 8 maggio, alle ore 21, il Teatro dei Rozzi ospiterà l’Orchestra della Toscana diretta da Diego Ceretta, con un programma che attraversa oltre un secolo di musica europea.
Un appuntamento che rappresenta non solo la conclusione di una stagione di altissimo livello, ma anche una sintesi del progetto culturale della Chigiana: mettere in dialogo formazione e professione, tradizione e innovazione, storia e contemporaneità.
Proprio Ceretta incarna questo percorso. Formatosi all’interno dei corsi di alto perfezionamento dell’Accademia, oggi è uno dei direttori più interessanti della nuova generazione, alla guida stabile dell’ORT e ospite di importanti istituzioni internazionali.
Un viaggio tra Ottocento e Novecento
Il programma si apre con la Langsamer Satz di Anton Webern, pagina giovanile intensa e lirica, lontana dalle sperimentazioni più radicali della sua maturità.
Al centro del concerto il Duetto Concertino di Richard Strauss, affidato al dialogo tra clarinetto e fagotto di Emilio Cecchini e Umberto Codecà. Un brano elegante e raffinato, sospeso tra ironia, leggerezza e virtuosismo, che rappresenta una delle pagine più affascinanti della tarda produzione straussiana.
A chiudere la serata sarà la Sinfonia n. 1 in Do minore op. 11 di Felix Mendelssohn, composta a soli quindici anni: un’opera sorprendente per maturità e slancio, capace di coniugare rigore classico e impulso romantico.
Una stagione di respiro internazionale
Il concerto finale diventa anche occasione per tracciare il bilancio della stagione 2025/2026, che ha confermato la “Micat in Vertice” come una delle realtà concertistiche più longeve e autorevoli d’Europa. Fondata nel 1923, la stagione della Chigiana rappresenta infatti un unicum nel panorama musicale per la sua continuità artistica mai interrotta.
«La Micat in Vertice – sottolinea il direttore artistico Nicola Sani – si conferma una stagione unica nel panorama internazionale, capace di affiancare grandi interpreti a produzioni originali e progetti esclusivi».
Una stagione che ha registrato una crescita significativa di pubblico, con una presenza sempre più ampia di giovani e una forte sinergia con le istituzioni del territorio, contribuendo a rafforzare il ruolo di Siena come centro culturale di riferimento a livello europeo.