Mps, Cgil Toscana e Siena unite: “Così si rischiano conseguenze sociali, pronti a mobilitazioni”

D'Ercole e Rossi pronti a scendere in piazza: "Le operazioni in campo rischiano di avere conseguenze pesanti. Se necessario, siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative sindacali e le forme di mobilitazione per difendere il lavoro"

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CGIL Toscana e CGIL Siena seguono con la massima attenzione gli sviluppi relativi al futuro di Monte dei Paschi di Siena e alle possibili operazioni di riassetto che stanno interessando il sistema bancario italiano.

Le operazioni in campo rischiano di avere conseguenze concrete e pesanti sull’occupazione, sull’organizzazione del lavoro, sulla qualità e la prossimità dei servizi e sul tessuto economico e sociale nel rapporto tra la banca e i territori.

Nella sola regione Toscana Banca Monte dei Paschi di Siena garantisce oltre 4400 posti di lavoro diretti ai quali si aggiunge un indotto in cui lavorano migliaia di dipendenti. Dietro ogni sportello, ogni ufficio e ogni servizio ci sono persone che hanno contribuito a fare di MPS un patrimonio non solo economico, ma anche sociale, civile e identitario della Toscana.

Non possiamo accettare che anni di sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori e miliardi di soldi pubblici spesi a risanamento della banca vengano utilizzati come mera leva di profitto in barba al principio costituzionale della responsabilità sociale. Le lavoratrici ed i lavoratori diretti e dell’indotto, così come il tessuto socioeconomico dei territori non possono essere considerati una variabile dipendente da operazioni finanziarie di cui poter disporre a piacimento per garantire lauti profitti alla finanza, ai banchieri e agli azionisti.

Il futuro di MPS non riguarda soltanto una banca: riguarda migliaia di persone, un patrimonio di competenze e un pezzo fondamentale del sistema economico e sociale della Toscana. La desertificazione bancaria, contro la quale la CGIL si batte da tempo, significa minori servizi, meno opportunità per famiglie e imprese, maggiore esclusione sociale e territoriale. Significa impoverire intere comunità. In un momento in cui l’economia regionale vede centinaia di aziende aprire tavoli di crisi, il credito è ancora di più uno strumento essenziale per sostenere il lavoro, accompagnare gli investimenti delle imprese, favorire la coesione sociale e garantire il diritto delle persone ad accedere a servizi fondamentali. Per questo il futuro di MPS deve essere misurato anche sulla sua capacità di continuare a produrre valore sociale, occupazionale e territoriale.

Per questo chiediamo che qualsiasi scelta futura sia valutata anche rispetto ai suoi impatti sociali.
Per la CGIL Toscana e la CGIL Siena le priorità sono chiare:

  • la salvaguardia dell’occupazione, il pieno riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, diretti e dell’intero indotto che gravita intorno a MPS;
  • la presenza della banca nei territori, evitando che la sovrapposizione delle reti determini nuove chiusure di sportelli e un’ulteriore desertificazione bancaria;
  • la garanzia del diritto di cittadine e cittadini, imprese e comunità ad accedere a servizi bancari di qualità, con particolare attenzione alle aree interne, ai piccoli comuni e alle persone più fragili.

Per questo chiediamo che il confronto non si limiti agli aspetti finanziari dell’operazione, ma coinvolga anche le parti sociali e le istituzioni territoriali affinché siano valutate tutte le ricadute economiche e sociali.

Come CGIL Toscana e CGIL Siena faremo fino in fondo il nostro mestiere: vigilare, contrattare, avanzare proposte e difendere il lavoro e la funzione sociale del credito. E, se sarà necessario, siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative sindacali e le forme di mobilitazione necessarie per difendere il lavoro, il presidio dei territori e il ruolo sociale della banca.



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