Il risiko bancario italiano entra in una nuova fase e il Monte dei Paschi di Siena è ancora una volta al centro della partita. Mps ha depositato in Consob i documenti delle due offerte pubbliche di scambio su Banco Bpm e Banca Generali, presentando contestualmente alle autorità competenti le richieste di autorizzazione per entrambe le operazioni.
Nello stesso giorno arriva anche il via libera dell’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo all’aumento di capitale destinato a sostenere la propria Opas su Mps. Due passaggi distinti, ma che fotografano la complessità del percorso che sta interessando la banca senese e, più in generale, gli equilibri del sistema bancario italiano.
Le offerte di Mps
Per Banco Bpm, il concambio previsto dall’offerta di Mps è di 1,567 azioni ordinarie di nuova emissione per ogni azione portata in adesione.
Per Banca Generali, invece, agli azionisti saranno riconosciute 6,958 azioni ordinarie di nuova emissione Mps per ogni titolo.
Con il deposito della documentazione in Consob prende forma ufficialmente anche il percorso autorizzativo delle due operazioni, che potrebbero modificare ulteriormente il perimetro del gruppo senese.
Il via libera di Intesa
Sul fronte Intesa Sanpaolo, l’assemblea straordinaria ha approvato l’aumento di capitale a servizio dell’Opas su Mps con 10.952.907.059 voti favorevoli, pari al 97% circa delle azioni ordinarie rappresentate.
L’operazione prevede la possibilità di emettere fino a 5,7 miliardi di nuove azioni ordinarie.
Per le modifiche statutarie approvate sono già stati rilasciati i provvedimenti dell’Autorità di Vigilanza, che ha inoltre autorizzato la computabilità nel Common Equity Tier 1 di Intesa Sanpaolo delle azioni che saranno emesse nell’ambito dell’aumento di capitale.
Una partita che coinvolge Siena
Sono quindi diversi i fronti aperti attorno a Mps. Da una parte la banca senese procede con le proprie operazioni su Banco Bpm e Banca Generali; dall’altra Intesa Sanpaolo porta avanti l’Opas sul Monte dei Paschi.
Il passaggio odierno in Consob e il via libera dell’assemblea di Intesa segnano così un’accelerazione di una partita destinata a incidere sugli assetti futuri del settore bancario italiano.
Per Rocca Salimbeni si apre ora una fase decisiva, con le autorità chiamate a esaminare le operazioni e con il mercato chiamato a valutare le prospettive di un risiko che, ancora una volta, ha Siena al centro.