Mps, chiusa inchiesta diamanti: 94 rinviati a giudizio, 297 parti lese. C’è cascato anche Vasco Rossi

Chiusa l’indagine nell’ambito dell’inchiesta “Crazy Diamond”

Sono stati notificati ieri dai militari del Nucleo milanese di Polizia economico finanziaria gli avvisi di chiusura indagini nell’inchiesta della procura di Milano battezzata «Crazy Diamond».  A ricevere l’atto (il 415 bis) saranno le 87 persone fisiche e le sette persone giuridiche ritenute responsabili e corresponsabili della presunta truffa dei diamanti venduti agli sportelli bancari di Banco Bpm, Banca Aletti, Mps, UniCredit e Intesa Sanpaolo.

L’inchiesta della Procura di Milano è arrivata a ipotizzare anche presunti profitti illeciti per quasi 500 milioni di euro. Secondo la pm Grazia Colacicco e dell’aggiunto Riccardo Targetti, le banche promuovevano ai loro clienti di investire in diamanti, presentandolo come un ‘bene rifugio’. Tuttavia, parte dell’investimento finiva in commissioni, Iva e profitto delle società e per poter disinvestire, i clienti avrebbero dovuto pagare ancora, perdendo alla fine gran parte della somma inizialmente investita. Le due società che trattavano la vendita dei diamanti attraverso le banche sono Intermarket Diamond Business (Idb) e Diamond Private Investment Dpi). Per i magistrati si sarebbe trattato di una truffa ai danni dei clienti delle banche. Nel corso delle indagini preliminari è stata anche eseguita una ordinanza di sequestro per 700 milioni di euro

I reati ipotizzati, a vario titolo, sono quindi truffa, autoriciclaggio, riciclaggio, corruzione fra privati e, solo per Banco Bpm e un suo dirigente, ostacolo all’autorità di vigilanza. Le parti offese, cioè i clienti che ritengono di essere stati danneggiati e intendono partecipare al processo, sono salite a 297, si legge nell’atto. Tra le ‘vittime’ anche Vasco Rossi, Diana Bracco, numero uno dell’omonimo gruppo farmaceutico, che tra il 2012 e il 2014 ha investito oltre un milione e 300mila euro, e dei volti tv Federica Panicucci e Simona Tagli.

La pm Grazia Colacicco ha disposto uno stralcio lasciando ancora aperto un fascicolo bis in cui raccogliere le decine di altre persone che stanno continuando a presentare richiesta di essere riconosciute come parti lese. La procura sostiene, si legge nell’atto, che Idb e Dpi con la consapevole partecipazione delle banche abbiano condotto la presunta truffa sino al dicembre 2016. Da notare come  a partire dal 2017, dopo la multa decisa dall’Antitrust, tutte le banche, ad eccezione di Banco Bpm, hanno iniziato a restituire integralmente il denaro ricomprando le pietre al prezzo originario. Diversamente, Banco Bpm riconosce la differenza fra il presunto valore effettivo dei diamanti e il prezzo pagato a suo tempo, lasciando le pietre in mano ai clienti.

 

Errebian
All Clean Sanex
Estra
Terre Cablate
Centro Farc
Europa Due