Mps, conferma l'obiettivo di un utile di 3,5 miliardi nel 2026

L'ad Lovaglio: "L'incertezza è alle spalle, ora l'attenzione è sull'esecuzione strategica. Il risiko andrà avanti, bello essere dove siamo"

Di Redazione | 12 Maggio 2026 alle 10:27

Mps, conferma l'obiettivo di un utile di 3,5 miliardi nel 2026

Mps conferma “con fiducia la guidance di un utile ante imposte 2026 superiore ai 3,5 miliardi di euro, supportato da un forte slancio, un’esecuzione disciplinata e chiara visibilità sul conseguimento dei risultati”. Lo si legge nelle slide di presentazione dei risultati del primo trimestre 2026. Su Mediobanca “arrivano i primi risultati”, con “l’integrazione che procede secondo i piani e circa il 30% delle sinergie previste già messe al sicuro nel 2026”.

Mps ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile di 521 milioni di euro. Il risultato, superiore alle attese degli analisti, è in crescita rispetto al dato contabile di 413 milioni del primo trimestre 2025, quando il Monte però ancora non consolidava Mediobanca, ma inferiore ai 692 milioni realizzati lo scorso anno su base pro-forma, simulando l’inclusione di Piazzetta Cuccia. L’utile, spiega una nota, “è sostenuto dalla crescita a doppia cifra della performance operativa” mentre, nel confronto su base pro-forma, “non beneficia di effetti positivi delle imposte”.

“Il messaggio è semplice, l’incertezza è alle spalle, ora l’attenzione è sull’esecuzione strategica” con “l’integrazione con Mediobanca che rimane centrale”. Lo afferma l’ad di Mps, Luigi Lovaglio, in conference call. “Dopo un trimestre forte” Mps entra “nella fase successiva con una governance pienamente consolidata, priorità allineate e una forte orientamento al raggiungimento degli obiettivi”. Il nuovo cda “garantisce la continuità della leadership, rafforzando al tempo stesso le nostre competenze e le capacità operative”.

Il nuovo cda, ha sottolineato Lovaglio, è composto da “professionisti altamente qualificati con competenze complementari” che rafforzano “la nostra capacità di gestire la complessità e di realizzare i nostri impegni strategici”. “L’integrazione di Mediobanca rimane centrale e procede secondo i piani, sostenuta da un modello operativo chiaro, progettato per preservare i punti di forza del marchio, valorizzando la nostra base di talenti altamente qualificati e sbloccando sinergie e economie di scala”. Per Lovaglio “si tratta di una trasformazione guidata dall’esecuzione, con obiettivi chiari, responsabilità definite e risultati misurabili trimestralmente in tutte e cinque le nostre linee di business”.

“Ci saranno altre fasi di consolidamento ed è bello trovarsi nella nostra posizione perché siamo gli attori principali in questo momento grazie alla nostra posizione patrimoniale e alla capacità di generare valore”, ha aggiunto l’ad di Mps. Ma “nella fase attuale vogliamo concentrarci sul completamento del processo di integrazione” con Mediobanca “garantendo che le sinergie previste si realizzino e che magari superino anche gli obiettivi che ci eravamo posti. Nella fase attuale ci stiamo concentrando sul mantenere le promesse fatte al mercato”.



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