Mps, Fabio: “La Banca resti integra, forte, autonoma e profondamente legata a Siena"

Nel Consiglio comunale straordinario il sindaco difende l’integrità della banca e riferisce le rassicurazioni di Giorgetti sulla permanenza della quota pubblica

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“Il risanamento non può diventare la premessa dello smembramento: sarebbe un paradosso economico prima ancora che politico”. È uno dei passaggi centrali dell’intervento con cui il sindaco di Siena Nicoletta Fabio ha aperto il Consiglio comunale straordinario monotematico dedicato al futuro di Monte dei Paschi. Un appello a mantenere unita la banca, salvaguardandone occupazione, professionalità, funzioni direzionali e radicamento territoriale, accompagnato dalla richiesta di trasformare l’unità delle istituzioni senesi in una voce capace di incidere nel confronto nazionale.

“Il Monte dei Paschi deve rimanere integro, che non significa immobile”, ha sottolineato Fabio. “Integro significa forte, significa crescere senza perdere se stesso”. Per il sindaco, difendere la banca non equivale a impedirne lo sviluppo o le aggregazioni, ma a preservare gli elementi che insieme ne costituiscono il valore: marchio, rete, competenze, capacità decisionale, rapporto con famiglie e imprese, patrimonio culturale e legame con i territori.

Una posizione che Fabio ha voluto distinguere dalle valutazioni sulle singole operazioni finanziarie: “Non siamo qui per sostituirci agli azionisti”, ha premesso. Le istituzioni, però, non possono assistere in silenzio a decisioni capaci di incidere sul lavoro, sul credito e sulla permanenza in Italia di importanti centri decisionali. “La politica non può e non deve fare il banchiere, ma le istituzioni hanno il dovere di tutelare il bene comune”.

Nel ripercorrere l’incontro del 25 agosto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al quale ha partecipato insieme al presidente della Regione Eugenio Giani e alla presidente della Provincia Agnese Carletti, Fabio ha riferito di aver trovato ascolto e condivisione sulla rilevanza nazionale dell’integrità di Mps.

Dal ministro, ha dichiarato il sindaco, sono arrivate rassicurazioni sul mantenimento della partecipazione pubblica: “Abbiamo inoltre ricevuto le assicurazioni sul fatto che certamente in questa fase la partecipazione pubblica residua del ministero non verrà ceduta”. Giorgetti avrebbe inoltre manifestato disponibilità a valutare le diverse proposte “senza pregiudizi e con imparzialità”.

Nel confronto è stato affrontato anche il tema del golden power. Fabio ha precisato che non spetta al Comune stabilire se oggi ne ricorrano i presupposti, ma ha chiesto che, qualora gli scenari lo rendano necessario, gli organismi competenti ne verifichino formalmente l’applicabilità. “Non intendiamo neppure rinunciare preventivamente a nessuno degli strumenti che l’ordinamento prevede per tutelare interessi strategici nazionali”.

A dare concretezza alle preoccupazioni del territorio sono anche i numeri richiamati nell’intervento. A Siena, ha ricordato Fabio, la banca occupa oltre duemila persone, alle quali si aggiunge un ampio indotto di servizi e professionalità. Il sindaco ha annunciato che la Camera di Commercio ha avviato la predisposizione di un dossier sull’impatto economico, richiamando una valutazione pari al 10% del valore aggiunto provinciale nell’ipotesi di perdita delle funzioni direzionali della banca.

Una dimensione locale che, secondo Fabio, non esaurisce la portata della vicenda. La presenza di Monte dei Paschi dal Nord al Mezzogiorno e il suo ruolo nel credito alle famiglie e alle imprese ne fanno una questione nazionale, che riguarda anche la concorrenza e la vicinanza dei centri decisionali ai territori.

Il sindaco ha richiamato le offerte formalizzate da Mps il 21 agosto su Banco Bpm e Banca Generali, presentandole come il segnale di una banca che intende svolgere un ruolo attivo nel consolidamento del sistema finanziario italiano. Senza entrare nel merito dei rapporti di cambio o delle probabilità di successo, Fabio ha ribadito il criterio con cui le istituzioni guardano al processo: “A noi interessa cosa resterà di Monte dei Paschi di Siena al termine di questo processo”.

Da qui anche il richiamo alle parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni contro lo smembramento e la perdita del nome e dell’identità della banca. Dopo i sacrifici dei dipendenti, il lavoro della governance e l’intervento dello Stato, ha osservato Fabio, sarebbe difficile spiegare ai cittadini la dispersione del patrimonio ricostruito.

In conclusione, il sindaco ha rilanciato il percorso comune avviato a giugno e la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale a tutela della banca. “Dobbiamo trasformare questa unità in una voce permanente e nazionale”. L’obiettivo dichiarato è che, al termine delle operazioni, Monte dei Paschi resti integra, autonoma e competitiva, legata a Siena e capace di essere protagonista nell’economia italiana ed europea.



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