Mps, Franceschelli (Pd): "Il centrodestra dimostri con gli atti del suo Governo da che parte sta"

Il Senatore dem: "No a polemiche strumentali e ricerca di alibi"

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“La difesa di Banca Monte dei Paschi di Siena non può e non deve essere un terreno di scontro elettorale, ma non può nemmeno trasformarsi in un alibi per coprire incertezze o scelte che potrebbero rilevarsi penalizzanti per il nostro territorio. Se c’è una lezione che la storia recente ci ha insegnato in occasione di altri tentativi di acquisizione come quello del 2021, è che l’unità istituzionale che a suo tempo ho vissuto personalmente con l’allora sindaco di Siena Luigi De Mossi e grazie alla determinazione del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, riesce a scongiurare e ridefinire le operazioni in partenza prive delle idonee garanzie di salvaguardia, solamente se c’è il confronto costante e la volontà del Governo, ora come allora. All’epoca MPS era una realtà complessa da gestire; oggi è un player nazionale in piena salute, un primatista industriale e questo grazie alle difficili scelte a suo tempo effettuate con la concertazione del Governo, delle istituzioni locali ed il ruolo essenziale delle parti sociali, in primis i lavoratori a cui tanto si deve.

Eppure, oggi l’atteggiamento dell’esecutivo appare equivoco, disinteressato e privo di una vera politica industriale se non quella di aver fatto cassa in modo frettoloso, dismettendo anzitempo ed in modo sconveniente per il Paese le proprie partecipazioni e questo ce lo ricordano i numeri, non le valutazioni politiche di parte”.

A dirlo è il senatore del Partito Democratico Silvio Franceschelli.

“Sul presunto ‘fronte unitario’ che il centrodestra evidentemente vuol rompere con risentimenti strumentali, occorre fare massima chiarezza: il fronte istituzionale si incrina soltanto se qualcuno decide di cambiare gli obiettivi comuni che sono stati fissati e non se vengono sollecitate le istanze di confronto. Il centrodestra dica chiaramente se ha ancora intenzione di perseguire di fronte al Governo quegli obiettivi condivisi a tutela di Siena e del territorio, oppure se intende avallare, in silenzio, decisioni calate dall’alto e che il tempo ci dirà se anche concertate. La leale collaborazione non si misura sui silenzi e sulle attese ma sulla fermezza nel difendere gli impegni presi nelle assemblee elettive con la città e con i territori così come hanno fatto Regione, Provincia e Comuni.

La questione, del resto, non è meramente politica o ideologica, ma riguarda il prezzo concreto che rischiano di pagare i territori, i cittadini, i lavoratori e le imprese. Consentire la creazione di una sostanziale concentrazione del credito in Italia significa ridurre drasticamente la concorrenza e privare i territori di un interlocutore fondamentale. Nel nostro territorio MPS vanta punte di penetrazione del credito importantissime: cosa accadrà a un piccolo imprenditore o a una famiglia quando il rapporto umano e la conoscenza della storia aziendale verranno sostituiti dagli algoritmi di un istituto decisionale unico? Il pericolo concreto è quello di una progressiva desertificazione bancaria, col rischio chiusura delle filiali che vedrà penalizzate sicuramente le aree interne, la perdita di posti di lavoro e l’inaridimento dei servizi essenziali per la comunità toscana e nazionale. Queste valutazioni ho già avuto modo di esporle al Ministro Giorgetti in occasione della sua audizione in Commissione d’inchiesta sulle banche ed assicurazioni del Senato, nonché con varie interrogazioni che, ad oggi, rimangono senza esito.

Oggi s’impongono risposte ma soprattutto atti e decisioni concrete e non servono frasi di facciata: serve serietà, lavoro nell’interlocuzione ed occorrono garanzie vincolanti sul mantenimento dell’autonomia, del lavoro, dei presidi creditizi territoriali e della conservazione del patrimonio culturale e di esperienze.

La maggioranza di governo, di fronte alle preoccupazioni istituzionali e di un territorio, deve decidere che posizione assumere: se rimanere spettatore neutrale ed aspettare oppure presidiare un passaggio che riguarda concorrenza, credito, lavoro e risparmio così come è stato fatto nel recente passato. La stagione dei rinvii è chiusa e la ricerca degli alibi è un segnale preoccupante”.

 



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