“Ci sono momenti storici che rappresentano una netta cesura tra il passato ed il futuro di una Comunità, una svolta verso un potenziale sviluppo o regressione economica del territorio – spiega l’Associazione Buongoverno -. Siena, la sua Provincia, la Regione Toscana, il nostro Paese sta vivendo ora questa fase cruciale e sarebbe fondamentale un minimo di senso civico, condiviso da parte di tutte le forze sociali e politiche che hanno a cuore non solo la realtà locale ma anche l’Italia. Indubbiamente, una risposta e reazione unitaria, che abbiamo cercato invano più volte di provocare, sarebbe stata molto più utile 15 o 20 anni fa, quando però era pericoloso esporsi contro il Sistema e molto più semplice assoggettarsi alle scelte scellerate dei potenti di turno. Tuttora non mancano soggetti politici che prendono posizione rompendo un fronte che si auspicherebbe unitario. È la rappresentazione emblematica di una politica succube dei potentati finanziari e lobby varie ed insensibile agli interessi dei numerosi altri stakeholder, ma soprattutto irriguardosa di una storia secolare che ha segnato il delicato e strategico settore del risparmio italiano, tutelato dalla nostra Costituzione. Gli stessi interessi ed i diritti individuali e degli azionisti nell’immediato non possono travalicare una visione più ampia che può portare frutti a lungo termine e vengono dopo la tutela di legge del credito e del risparmio e la necessità dell’ equilibrio economico e finanziario sistemico. Il fronte deve quindi essere compatto sulla base di principi, come l’inammissibilità di qualunque tipologia di spezzatino della Banca, contro l’eccessiva concentrazione di forza, non solo economica, oltre che dei player bancari, a discapito di una sana concorrenza tra gli stessi, con la scomparsa di una importante realtà retail ed il conseguente impatto negativo su migliaia di posti di lavoro.
Proprio in nome di questi principi il Buongoverno si è espresso inviando una segnalazione alla CONSOB e all’Antitrust”. conclude l’Associazione Buongoverno