Mps, settembre caldo. Ma il sole non splende su Siena

Domani il consiglio comunale poi l'incontro tra istituzioni e parlamentari senesi

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Settembre si annuncia caldo per il Monte dei Paschi. E la partita riparte proprio da Siena, domani, con il consiglio comunale straordinario convocato per discutere le iniziative istituzionali a salvaguardia della banca, del suo legame e del suo radicamento con la città e il territorio.
Un passaggio politico che arriva mentre il risiko bancario entra in una fase sempre più delicata.
Giovedì è previsto un incontro tra gli enti locali e i parlamentari toscani: sul tavolo il futuro di Mps e le possibili ricadute dell’operazione Intesa Sanpaolo sul territorio senese.
Poi si guarda al 10 settembre, quando l’assemblea straordinaria di Intesa sarà chiamata a dare il via libera all’aumento di capitale destinato a finanziare l’Ops su Mps, che dovrebbe partire tra ottobre e novembre.
Ma il confronto non riguarda soltanto l’operazione su Siena.
Dopo l’esposto presentato da Intesa Sanpaolo alla Consob sulle offerte di Mps per Banco Bpm e Banca Generali, è arrivato quello di Assoutenti, presentato alla Consob e alla Banca d’Italia.
L’associazione chiede di verificare la tempistica e le modalità con cui informazioni potenzialmente rilevanti per il mercato sarebbero diventate pubbliche, anche attraverso indiscrezioni di stampa.
Nel mirino anche le conversazioni intercorse tra Mps e Banco Bpm prima delle successive operazioni, per verificare quali informazioni siano state scambiate e se i controlli adottati siano stati sufficienti a garantire il rispetto delle regole.
Un altro fronte riguarda le sinergie economiche indicate nei diversi scenari industriali: secondo Assoutenti, gli investitori devono poter comprendere con chiarezza il perimetro delle operazioni.
Settembre, dunque, si apre con un’agenda fitta.
Prima Siena, con il consiglio comunale e il confronto tra istituzioni e parlamentari. Poi Roma e Milano, con le prossime tappe societarie dell’operazione.
Al centro resta una domanda: quale sarà il futuro del Monte dei Paschi e quale spazio avrà, dopo il risiko bancario, il suo storico legame con Siena e con il territorio?
Una partita che per la città non è soltanto finanziaria, ma riguarda identità, occupazione e prospettive di sviluppo.

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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