Ordine Architetti Siena: “In questo momento serve semplificare la burocrazia. La regione continua a legiferare”

Le parole del presidente ordine architetti siena Nicola Valente sulle recenti ordinanze della regione Toscana

Le ultime delibere della regione Toscana in ambito edilizio non hanno semplificato la vita agli architetti, anzi. A dirlo è il presidente Ordine Architetti Siena Nicola Valente che, in un comunicato, espone tutte le sue perplessità sull’operato della regione.

“In un momento di emergenza mondiale quando tutti quanti siamo impegnati a combattere una guerra con un nemico invisibile facendo sacrifici economici non indifferenti, la Regione Toscana continua a legiferare come se nulla fosse accaduto (delibera n.480 del 14-04-2020); continua a sfornare aggiornamenti per regolamentare l’attività edilizia a cui tutti i comuni dovranno uniformarsi e di conseguenza anche tutti i tecnici incaricati. Lo fa proprio nel momento in cui sarebbe opportuno semplificare la burocrazia come richiesto da tutte le parti sociali in ogni campo e da tutti gli operatori del settore (tecnici, imprese esecutrici, committenti).
Ho scritto semplificare che non significa omettere; semplificare significa agevolare al meglio gli operatori del settore senza ulteriori incombenze che sono per lo più inutili e dannose. Mi riferisco in particolare all’art. 5 che elenca tutte le indicazioni metriche da inserire negli elaborati progettuali…come se le piante, le sezioni e i prospetti in scala, asseverati dai tecnici alle competenti amministrazioni, non siano sufficienti a dimostrare la proposta progettuale; con l’art. 5 si rafforza la necessita della Regione di far dichiarare a noi tecnici quali siano le quote esatte anche degli edifici limitrofi. Se poi si sbaglia di qualche centimetro nel dichiarare una quota cosa succederà? Semplice, ci sarà la consueta causa penale per dimostrare lo stato dei fatti e colpevolizzare il professionista tecnico che avrebbe dovuto eseguire un rilievo esatto dell’edificio ( e va bene) ma anche delle zone limitrofe non di sua pertinenza….
Ancora una volta sembra dimostrata l’idea che l’edilizia sia un campo in cui non si può fare alcuna semplificazione nonostante le continue proposte fatte pervenire dalle associazioni di categoria. La Regione Toscana sembra agganciata ad un tempo remoto se si pensa che oggi si parla su scala internazionale di digitalizzazione di un disegno vettoriale già da oggi pratica consueta di invio degli elaborati tecnici agli enti per l’espletamento delle istruttorie…per non parlare del B.I.M. (Building Information Modeling) che rappresenta la vera digitalizzazione del mondo delle costruzioni.
La continua variazione normativa, a fronte di una modulistica unificata affatto semplice (di oltre 30 pagine a volte) comporta inoltre un appesantimento in carico sia ai professionisti che alle amministrazioni stesse. Mi sembra di capire che tutto questo sia la semplificazione dello scaricabarile, in cui il professionista, ultimo anello della catena e primo collegamento con la committenza, rischia sulla propria pelle mettendo in sicurezza tutti gli altri soggetti coinvolti.
A forza di legiferare, non e’ che si sta perdendo il vero senso delle cose ed il significato del costruire in questa nuova fase di crisi ed emergenza del mondo dell’edilizia? anziché reprimere e sanzionare, le parole d’ordine non dovrebbero essere incentivare la qualità architettonica e il costruire sostenibile? Abbiamo già migliaia pagine di norme del PIT che “tutela” (congela secondo me) il territorio; le norme della legge regionale 65 non dovrebbero invece permettere di farlo? Ritengo che stiamo andando incontro alla deriva totale ed al blocco di un intero settore trainante dell’economia nazionale.
Panta rei (tutto scorre), come diceva Eraclito; come se niente fosse aggiungo io.”

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