Con emozione e gratitudine, l’artista trentino Ismaele Nones, incaricato di realizzare il Drappellone per il Palio del 2 luglio 2026, ha condiviso le sue riflessioni durante la presentazione ufficiale dell’opera e riguardo al suo rapporto con Siena e i senesi. Un discorso ricco di riconoscenza e anche commozione, in cui l’artista ha voluto raccontare il percorso interiore che lo ha guidato nella creazione del Cencio.
“Questo Drappellone nasce principalmente dalle persone che ho incontrato in questo straordinario percorso – ha spiegato Ismaele Nones, pittore del Palio del 2 luglio 2026 – per questo vorrei fare dei ringraziamenti precisi. Ringrazio la Sindaca Nicoletta Fabio e la Direttrice Michela Eremita per la fiducia che hanno riposto in me e nel mio lavoro dandomi questo incarico. Ringrazio Michela Bacconi e Sara Corti per il prezioso aiuto che mi hanno dato in questi mesi nella gestione di tutta la logistica e della burocrazia. Ringrazio le sarte per la loro eccezionale disponibilità e per aver portato a termine il lavoro nel migliore dei modi. Ringrazio tutte le persone del Comune di Siena che mi hanno supportato e aiutato durante questo periodo. Grazie a Davide Ferri per la presentazione e il fruttuoso dialogo. Un grazie infinito a Emanuela Perra, che da sempre accompagna il mio lavoro con un confronto costante, proficuo e stimolante. Grazie alla Galleria Lunetta 11 per il supporto. Ma il ringraziamento più grande va a tutti i cittadini di Siena, per l’accoglienza, la disponibilità e l’affetto che mi avete dimostrato in questi mesi. Grazie di cuore. Viva il Palio. Viva l’arte”.
La presentazione dell’opera è stata affidata a Davide Ferri, critico d’arte e direttore artistico Arte Fiera Bologna:
“Sono orgoglioso, e anche emozionato, di presentare il lavoro di Ismaele Nones – ha dichiarato Davide Ferri -. Nones è uno dei principali esponenti della giovane pittura italiana del presente, un linguaggio che sta vivendo, da almeno dieci anni a questa parte, una stagione di grande effervescenza e visibilità nel contesto delle ultime tendenze dell’arte contemporanea. Non c’è niente di più potente, allora, delle possibilità che un’occasione così autorevole come il Palio offre a un’artista del nostro tempo di verificare e rilanciare i tratti salienti della sua poetica, e attraverso un confronto così proficuo con la tradizione. Osservando il Drappellone di Nones, sembra proprio che gli elementi che caratterizzano la storia del Palio e il suo paesaggio di immagini, la Madonna di Provenzano, i simboli della città e delle Contrade, sappiano stare in equilibrio con le forme e i modi della pratica dell’artista: la costruzione dell’immagine su un piano marcatamente bidimensionale che richiama la pittura antica e prerinascimentale; una visionarietà che sembra quindi sempre fare i conti con la storia della pittura; l’inclinazione alla narrazione, a costruire un racconto complesso in un primo piano molto ravvicinato e su fasce di rappresentazione sovrapposte. E al centro del dipinto l’immagine dei due cavalli, uno bianco e uno nero, rappresentati di profilo e in uno slancio ascensionale, che appaiono come sorvegliati dalla figura della Madonna di Provenzano: non solo un’evidenziazione della dimensione agonistica, ma un vero e proprio richiamo a una danza gioiosa e rituale attorno a cui ruota idealmente tutta l’immagine”.
