“Grazie Siena, per avermi accolto e per avermi permesso di diventare, anche solo per un momento, parte della tua storia”. Sono le parole con cui Teodora Axente, artista del Drappellone del Palio del 16 agosto 2026, ha accompagnato la presentazione della sua opera nel Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico.
Un ringraziamento che racconta anche il percorso compiuto dall’artista nei mesi trascorsi a contatto con Siena, con la sua storia e con la sua tradizione. Axente ha voluto sottolineare non soltanto l’esperienza artistica, ma soprattutto il rapporto umano e spirituale costruito con la città.
“Vorrei ringraziare il Sindaco di Siena, Michela Eremita e Riccardo Freddo per la fiducia, il sostegno e per avermi accompagnata in questo percorso”, ha detto l’artista, rivolgendosi a coloro che hanno seguito la realizzazione del Drappellone.
Ma il grazie più importante è rivolto alla città. “In questi mesi ho avuto la possibilità di conoscere più profondamente la sua storia, la sua arte e la sua spiritualità”, ha spiegato Axente.
È proprio nella dimensione spirituale che l’artista individua uno dei punti di maggiore vicinanza con Siena. “Ho sentito una vicinanza particolare con la tradizione senese e con quella dimensione sacra che appartiene anche alle mie radici”.
Una frase che assume un significato particolare considerando il soggetto del Drappellone dell’Assunta, dedicato alla Madonna e attraversato da una forte componente simbolica e religiosa. Nel dipinto, la Vergine occupa il vertice della composizione e protegge idealmente la città, mentre Siena, Piazza del Campo e le Contrade diventano parte di una rappresentazione nella quale storia, fede e identità collettiva si incontrano.
Per Axente, dunque, realizzare il Drappellone non è stato soltanto un incarico artistico, è stato un percorso di conoscenza e di immersione nella cultura senese, fino a sentirsi, almeno per un momento, parte della comunità.