“Sopra il palco dei capitani, all’inizio, non sono riuscito nemmeno a realizzare. Poi quando sono arrivati i miei mangini ad abbracciarmi ho realizzato ed è scoppiata la gioia”.
Il capitano vittorioso dell’Aquila Duccio Carapelli rivive così la vittoria di Diodoro e Tittia, che ha spezzato un digiuno lungo 34 anni, “un incantesimo troppo lungo che finalmente si è spezzato”, dice il capitano. “Finalmente ogni elemento si è incasellato nella maniera giusta dall’assegnazione in poi ed è successo. Un lavoro che abbiamo fatto tutti insieme, ognuno ha fatto il suo pezzettino: questo è il Palio di tutti, il Palio dell’Aquila”, aggiunge felice e commosso.
“Giovanni (Tittia ndr) è un professionista vero, mi è piaciuto come si è posto con tutti. In questi quattro giorni l’ho visto contento del lavoro che si stava facendo e questo mi dava fiducia.
La dedica? A tutto il popolo e a mio figlio Niccolò (il barbaresco ndr).