Una vittoria netta, costruita fin dalla mossa e suggellata da una corsa in testa dall’inizio alla fine. Dopo aver conquistato il Palio di luglio per la Contrada dell’Aquila su Diodoro, Giovanni Atzeni detto Tittia ha raccontato tutta l’emozione di un successo che definisce il più significativo della sua carriera.
“Il merito va all’Aquila, per il comportamento che ha avuto in tutti questi anni con me e con le altre contrade. Penso che stasera sia stata proprio questa fiducia reciproca a fare la differenza”, ha dichiarato il fantino.
Un rapporto, quello con l’Aquila, costruito nel tempo. “Da sedici o diciassette anni facciamo il Palio insieme. Mi sono sempre stati vicini, mi hanno accompagnato in tutti i miei successi e non mi hanno mai voltato le spalle. In questi giorni sentivo tantissimo questa responsabilità: c’era un solo risultato possibile, bisognava chiudere un cerchio e vincere in questa maniera”.
Per Atzeni il peso dell’attesa era enorme. “Il Palio può andare in tanti modi, così come il posto al canapo. Stavolta, invece, è girato tutto bene. Mi sono tolto un peso enorme, ho realizzato un sogno e penso che questo sia il Palio più importante della mia carriera”.
Determinante anche la fiducia riposta in Diodoro, preparato personalmente nelle settimane precedenti. “È un cavallo particolare, ancora un po’ birbino e mentalmente giovane. Al primo Casato si è un po’ spaventato, ma poi si è sistemato ed è andato via senza problemi. Una volta partito così bene davanti non ho più avuto paura di niente”.
Il fantino ha raccontato anche il lavoro mentale affrontato alla vigilia della corsa. “Ascolto tutti, ma riesco sempre a cancellare tutto dalla testa. Sono arrivato a oggi con la mente libera e con la massima tranquillità. Mi sono detto che, se tutto fosse girato come doveva, il risultato sarebbe arrivato”.
L’unico vero momento di tensione della giornata è stato prima della corsa, quando il soprallasso ha dato qualche problema. “Mi sono davvero spaventato quando è partito. Per fortuna il capitano mi ha fatto scendere subito e ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile il ritorno all’Entrone”.
Guardando al futuro, Atzeni non nasconde di avere ancora grandi ambizioni. “Ho 41 anni e questa è la mia dodicesima vittoria. Non guardo i numeri degli altri: ho un obiettivo nella testa e proverò a raggiungerlo fino in fondo”.
Infine le dediche, rivolte a tutta la famiglia aquilina e alle persone che lo hanno accompagnato in questo percorso. “Dedico questa vittoria a tutta l’Aquila, a Duccio, alle dirigenze che si sono succedute negli anni, a Lorenzini, Romei e Fontani, persone che non mi hanno mai lasciato solo. Un pensiero speciale va anche alla mia famiglia, a mia moglie e a Mattia, ai ragazzi della scuderia, ai miei genitori e ai genitori di mia moglie: avere una famiglia così alle spalle ti permette di affrontare giorni pesanti con grande serenità”.
Archiviata la Carriera, però, lo sguardo è già rivolto al futuro. “Domani mi godrò questa vittoria con l’Aquila, poi si torna subito a lavorare. C’è già il prossimo obiettivo: il Palio di agosto. Non ci fermiamo”.