E’ andata come doveva andare, un’altra volta. Secondo il pronostico ha vinto la Nobile Contrada del Nicchio, con una galoppata imperiosa di Anda e Bola e Giovanni Atzeni detto Tittia, anche se, dopo due rinvii della carriera a causa della pioggia, si è rischiato di non correre per sopraggiunta oscurità. C’è voluta infatti più di un’ora perchè i canapi si abbassassero.
C’è tensione tra i canapi, ci vuole un po’ a trovare l’allineamento, tanto che il mossiere fa uscire tutti tre volte per cercare di calmare gli animi. Una mossa viene invalidata per una leggera forzatura da parte del Nicchio. Al rientro la situazione non è migliore, c’è molta confusione, con l’Oca, il Nicchio e l’istrice fuori posizione. Il mossiere Bircolotti urla come non si era mai sentito. Nuova forzatura e nuova mossa invalidata. Il nervosismo sale, il cavallo dell’Oca, l’esordiente Diamante Sauro, si impenna e fa cadere il fantino, cadendo a sua volta, per fortuna senza conseguenze per entrambi. Dopo quasi un’ora di allineamento non se ne parla e il mossiere invalida un’altra partenza, la terza. E c’è una nuova interruzione per un controllo da parte dei veterinari al cavallo della Torre. Poi danno l’ok e si ricomincia. Al rientro, finalmente, si parte e va tutto come previsto. Il Nicchio comanda la mossa, schizza via davanti a tutti e mette fin dall’inizio una bella distanza tra sè e gli inseguitori. Partono bene anche la Selva, la Torre e l’Istrice, ma l’accoppiata dei Pispini sembra da subito irraggiungibile. E così è per tutti e tre i giri. Nessuna caduta da registrare, mentre i dieci cavalli che hanno corso il Palio sono tornati tutti regolarmente nelle stalle delle rispettive Contrade.
Qualche attimo di apprensione a corsa finita per la caduta di cavallo e fantino del Nicchio provocata da delle persone che, in maniera molto scellerata, hanno invaso la pista. Giovanni Atzeni è rimasto a terra a faccia in giù e anche Anda e Bola è scivolato sul tufo. Il fantino è stato portato in ospedale per accertamenti, tant’è che non era presente al giubilo in Duomo. Qualche sbucciatura, ma niente di che, per Anda e Bola.
Tittia inanella la sua tredicesima vittoria personale (raggiunge Trecciolino ed è a un passo dal primato di Aceto che è a quota 14), il cavallo Anda e Bola, castrone baio di dieci anni, è al secondo successo su cinque Palii corsi.
Il Drappellone di Teodora Axente dedicato alla Madonna dell’Assunta e intitolato ai cinquecento anni dalla battaglia di Camollia, va dunque ad arricchire il museo della Contrada di via dei Pispini, a distanza di ventotto anni dall’ultimo successo riportato il 16 agosto del 1998. Anche in quell’occasione il capitano era Fabio Giustarini.
Questo l’ordine d’ingresso ai canapi scelto dalla sorte:
LUPA – Dino Pes detto Velluto e Diodoro
CHIOCCIOLA – Jonatan Bartoletti detto Scompiglio e Arestetulesu
GIRAFFA – Elias Mannucci detto Turbine e Euskaldi
SELVA – Sebastiano Murtas detto Grandine e Canarinu
TORRE – Giuseppe Zedde detto Gingillo – Donrodrigo
ISTRICE – Federico Guglielmi detto Tamurè – Ares Elce
ONDA – Andrea Sanna detto Virgola e Viso d’Angelo
NICCHIO – Giovanni Atzeni detto Tittia e Anda e Bola
OCA – Michel Putzu detto Spago e Diamante Sauro
(R.) AQUILA – Carlo Sanna detto Brigante e Benitos